Stop alle trivelle, salta l’accordo nel decreto Milleproroghe

Decreto Milleproroghe, no al blocco delle trivelle. Bufera con i cinquestelle.

No al blocco delle trivelle. Il Governo boccia la proposta che prevedeva dal prossimo anno lo stop alle concessioni di ricerca di idrocarburi in tutto il territorio nazionale. L’emendamento alla fine non è entrato nel testo ufficiale del decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri.

Il consueto decreto omnibus di fine anno procede in diverse direzioni. Questo strumento straordinario si occupa principalmente di posticipare o prolungare l’efficacia di alcune leggi. Ma capita anche che i ministri, accanto alle consuete proroghe, ritornino su vecchie proposte di leggi o riforme mai approvate. E’ il caso del blocco sulle trivellazioni in mare, da sempre grande cavallo di battaglia dei cinquestelle. La bufera sullo stop alle concessioni era scoppiata già l’anno scorso con il governo Conte 1 ed è ricomparsa nella bozza del decreto Milleproroghe di quest’anno. Il Cdm ha bocciato l’emendamento ufficialmente per estraneità di materia.

I relitti petroliferi nei nostri mari





In sostanza il piano dei permessi per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi continuerà ad essere finanziato come prima. Sebbene l’Italia estragga ben poche risorse fossili, si contano ancora centinaia di relitti di piattaforme petrolifere nei mari italiani che vengono finanziate grazie a questi larghi incentivi. Tuttavia se da un lato il blocco delle trivelle porterebbe segni tangibili nei nostri mari, dall’altro c’è chi pensa che il taglio al settore dell’oil&gas causerebbe drastici licenziamenti del personale. I sindacati sono scettici a riguardo in quanto un grande piano pubblico alternativo non è mai stato avanzato nemmeno tra le fila dei cinquestelle. Il piano per la ricerca sostenibile di un anno fa del sottosegretario al Mise, Davide Crippa non aveva convinto infatti le associazioni ambientaliste che chiedevano maggiori interventi.

 Green deal, l’Italia deve fare i conti con l’Europa

Ad ogni modo i tempi non sono gli stessi di un anno fa. E questa volta il governo dovrà fare i conti anche con il 37% dei fondi Next Generation UE che finanzierà direttamente gli obiettivi del Green deal europeo che dovrà spendere l’Italia secondo i requisiti fissati dalla Commissione. La conferma dei permessi sulle trivellazioni in mare non sarebbe coerente con il piano degli investimenti per l’ambiente previsto per i prossimi mesi.

Riesce invece a entrare nel Milleproroghe la proposta sempre del movimento pentastellato che proroga al 31 luglio 2024 il titolo abilitativo dei concessionari di derivazioni idroelettriche uscenti, compresi quelli già scaduti, con stop alla titolarità delle Regioni assegnate nella precedente legislatura dietro le pressioni della Lega.

Valerio Caccavale

 

 

 

 

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