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Stop and go a Catanzaro: dipendenti Asp ai domiciliari

Stop and go a Catanzaro: dipendenti Asp ai domiciliari. Sarebbero accusati di concorso in peculato e favoreggiamento personale.

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Due misure cautelari e 7 interdittive: questo il risultato dell’operazione Stop and go. Ad essere colpiti da questi provvedimenti dirigenti e funzionari dell’Asp di Catanzaro.  L’accusa è di concorso in peculato e favoreggiamento personale. I contenuti dell’operazione sono stati illustrati oggi in una conferenza stampa dal Procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Prove e indizi raccolti dalle Fiamme Gialle che hanno portato alla luce un’attività di appropriazione di fondi pubblici destinati all’assistenza domiciliare degli anziani. Un sistema messo su scientificamente e che ha portato alla sottrazione di centinaia di migliaia di euro. Lo stesso Procuratore ha poi definito troppo miti le pene inflitte agli indagati.



Stop and go: l’operazione

Nicola Gratteri ha parlato dell’operazione come di un’indagine

 “fatta di prove e di documenti inoppugnabili”

Stop and go ha portato agli arresti domiciliari di Giuseppe Romano e Ieso Rocca. Per gli altri 7 indagati invece sono state disposte misure interdittive. Tre altri dipendenti inoltre risultano indagati, ma non sono stati raggiunti da misure cautelari. Le indagini sono state portate avanti dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, guidata dal Colonnello Carmine Virno. I dipendenti secondo quanto emerso si sarebbero appropriati di 166.000 euro di fondi europei. In particolare il fondo di provenienza attivo dall’aprile 2014 era cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Calabria. Si sarebbe trattato di un progetto destinato al miglioramento del sistema di forniture pubbliche e servizi. Andava potenziata l’assistenza domiciliare.



Il sistema                                  

Dell’intero progetto invece sarebbe stata attivata solo la fase di consultazione del mercato e dei possibili utenti. Stop and go ha messo in luce quindi che i funzionari e i dirigenti si appropriavano dell’anticipazione dei fondi utilizzando false attestazioni e fatture. Il tutto per produrre rendicontazioni fittizie. Ma non è tutto. L’inchiesta avrebbe anche messo in evidenza come all’interno dell’Asp  si sia operato  per non fare emergere l’attività illecita. Inequivocabili le riprese video che dimostrerebbero come addirittura si sia proceduto a tavolino alla registrazione delle presenze. Per gli indagati si ipotizzano guadagni medi giornalieri che si aggirerebbero sui 2000 euro.

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