Bambino di otto anni si toglie la vita a causa del bullismo. La storia di Gabriel Taye

Uno scioccante video, venuto fuori solo adesso, le immagini del pestaggio del povero bambino. Abbiamo deciso di non mostrarlo, così come non mostreremo le foto. A noi piace immaginarlo ancora con la luce negli occhi e la vita nel suo sorriso

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Gabriel Taye

Gabriel Taye aveva solo otto anni. Frequentava la Carson Elementary School, la scuola pubblica di Cincinnati. Gabe, così era conosciuto da tutti, era stato trovato impiccato al letto a castello della sua cameretta. Il dramma si era consumato a gennaio. Gli Usa erano rimasti scossi dal ritrovamento del piccolo. Come può un bambino di 8 anni pensare di togliersi la vita? Come solamente può pensare di farlo? A Gennaio, nessuno riusciva a darsi una risposta. Adesso invece è tutto chiaro. La risposta si è palesata in un video. Un terribile video, immortalato su una telecamera della scuola che frequentava Gabriel. Nel filmato, si vede Gabriel Taye entrare in bagno, mentre è in corso il pestaggio di un suo amico. A quel punto i bulli si scagliano con veemenza contro il piccolo. Una violenza inaudita, il bambino sviene sul pavimento del bagno. E vi rimane per sette lunghissimi minuti. Nel frattempo in bagno entrano anche tre adulti, che si limitano a guardare Gabe svenuto a terra. Poi si rialza e torna in classe. Gli adulti tacciono. Gabriel non dice nulla ai genitori. Si chiude nel silenzio, come fanno spesso le vittime. Tutte le vittime, di qualsiasi violenza. Due giorni dopo, la macabra scoperta, del suo corpo senza vita. Sconvolta la madre, che alla CNN ha dichiarato:

Gabriel era la nostra luce, e tutti  quelli che lo conoscevano  gli volevano bene. Ci manca disperatamente e soffriamo  tutti i giorni. La sua vita non solo è stata rubata da lui, ma da quelli che avrebbero dovuto vederlo crescere e godersi la vita. Se potessi, darei qualsiasi cosa per riaverlo.”

Ora gli inquirenti vogliono fare chiarezza sulla faccenda. Gabe, era andato in infermeria perché aveva male alla pancia e allo stomaco. Successivamente, la madre l’aveva portato al pronto soccorso. In un comunicato, i funzionari della scuola, si dicono dispiaciuti dell’accaduto, ma respingono ogni possibile accusa a loro carico, dichiarando di aver agito nel rispetto delle norme. Non la pensano così i familiari e gli inquirenti, che li accusano di aver taciuto. Negli Stati Uniti d’America il bullismo è una piaga sociale. Spesso le vittime non riescono a denunciare, e purtroppo scelgono la via del suicidio. Un bambino di otto anni, non dovrebbe nemmeno conoscerne il significato.

 

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