Storico incontro fra Trump e Kim. Firmato l’accordo per la pace

I leader dei due Pasi si sono incontrati a Singapore, al Capella Hotel. Dopo una lunga stretta di mano Trump e Kim hanno avuto un incontro a porte chiuse.

La stretta di mano fra i due leader è durata 13 secondi.

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Dopo un periodo di attriti, di attacchi e tweet al vetriolo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore nord coreano Kim Yong-un si sono finalmente incontrati, accantonando (al momento) ogni dissapore o screzio a favore della diplomazia.

Di fatto, si è trattato di un incontro a dir poco storico, suggellato da una lunga stretta di mano tra i due durata 13 secondi. Lo scopo dell’incontro è ambizioso ma non privo di incertezze: la denuclearizzazione della penisola coreana. Un progetto di pace in cui Trump (e il mondo intero) crede molto e che non è disposto ad abbandonare.




Per il leader nord coreano si tratta del secondo evento storico cui prende parte nel giro di poco tempo. Infatti è solo di pochi mesi fa il suo memorabile incontro con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in, con il quale aveva già promesso l’avvio del processo di denuclearizzazione della penisola.

I dettagli dell’incontro

Lo storico incontro fra Trump e Kim si è tenuto a Singapore, precisamente al Capella Hotel: la fatidica stretta di mano fra i due leader ha avuto luogo nel patio dell’hotel gremito di giornalisti. In quel frangente pare che Kim abbia celiato con Trump dicendo:

“Molti penseranno che sia un film di fantascienza”.

Forse fatta per sdrammatizzare e allentare la tensione del momento, pare che la battuta sia piaciuta a Trump che è rimasto favorevolmente colpito dallo spirito ottimista del dittatore.




“Nice to meet you Mr. President” sembrerebbero anche le primissime parola pronunciate da Kim Yong-un appena dopo la stretta di mano. Convenevoli a parte, dopo le foto di rito i due leader hanno avuto un incontro a porte chiuse solo fra loro due e i rispettivi interpreti.

L’incontro, durato 45 minuti, è stato seguito da una riunione allargata con alti funzionari dei rispettivi Paesi. Per gli Stati Uniti erano presenti il Segretario di stato Mike Pompeo, il Capo di gabinetto John Kelly e il consigliere sulla Sicurezza nazionale John Bolton; Kim Yong-un era invece affiancato dal suo braccio destro Kim Yong-chol, dal ministro degli Esteri Ri Yong-ho e dal presidente della Commissione diplomatica della Suprema assemblea del popolo Ri Su-yong.

Al termine del pranzo di lavoro Trump ha dichiarato:

“Abbiamo fatto un sacco di progressi, l’incontro è andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi”.

Il tycoon ha anche affermato che il processo di denuclearizzazione inizierà molto velocemente. Tuttavia, alle domande dei giornalisti sulla volontà di denuclearizzare il Paese, Kim non ha mai risposto ed è sempre rimasto evasivo.




Il leader nord coreano ha però confermato almeno le sue buone intenzioni:

“Ci saranno sfide davanti ma lavoreremo con Trump. Supereremo tutti i tipi di scetticismo e le speculazioni su questo summit e credo che questo sarà un bene per la pace”.

Al termine dell’incontro è stato firmato uno storico accordo fra i due leader, utile al raggiungimento della pace.

Nicolò Canazza

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