Strade italiane rovinate dalle buche

Fonte: motori.quotidiano.net
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Nel viaggiare sulle strade italiane, purtroppo si ha spesso la sconcertante impressione di percorrere la superficie di un colapasta. L’assenza di un’adeguata manutenzione è tra le prime cause di incidenti, e non per niente risulta che sei italiani su dieci hanno rischiato un sinistro proprio per la presenza di buche sull’asfalto, di cui quasi tutti ne riconoscono il pessimo stato: intatti soltanto il 20% esprime commenti positivi a riguardo, e il dato scende addirittura al 5% nel Sud.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Le sanzioni amministrative, ovvero le tanto odiate multe, vengono incassate generalmente dall’Ente per cui lavora chi ha fatto l’accertamento della violazione, quindi dallo Stato o dagli Enti locali, ossia Regioni, Province e Comuni. Tuttavia, secondo il codice della strada, gran parte dei proventi delle multe dovrebbero essere destinati proprio al finanziamento delle attività connesse alla sicurezza stradale. Pertanto l’unica consolazione degli automobilisti, i quali non sono mai felici di contribuire a questa cassa, è pensare che i soldi dovrebbero andare a buon fine. Purtroppo però nella maggior parte del territorio mancano totalmente investimenti nelle opere stradali, tant’è che alcune Provincie si vedono addirittura costrette a vietare la circolazione su alcune arterie, in quanto non ne è garantita la fruibilità in sicurezza. Questa situazione è risaputa pressoché da tutti, ma per chi di dovere, le priorità sembrano sempre altre, come aumentare i parcheggi a pagamento o allungare la fascia oraria della ZTL. Non si tratta di investire in grandi opere, ma almeno ridisporre la rete già esistente prima che questa collassi.

Addirittura i concorrenti del Giro d’Italia, giunti alla tappa finale di Roma, si sono schierati contro la situazione disastrosa della città eterna, preoccupati per la loro incolumità davanti al rovinoso percorso. Non si parla di “sanpietrini”, diffusi anche in altre competizioni, ma vere e proprie buche, che potevano (e dovevano) essere sistemate almeno per questo evento, di cui si sapeva da parecchio tempo. Tuttavia, si è sfiorata una gran protesta oltre che una colossale figuraccia per tutta l’Italia, ma alla fine la questione si è conclusa pacificamente, decidendo di neutralizzare questa tappa della corsa.




Automobilisti, motociclisti e pedoni sentono sempre di più la necessità che vengano messe in atto misure concrete. Infondo, non curarsi del manto stradale di una città, è un po’ come trascurare la pavimentazione di una casa: è pericoloso per chi si deve spostare da una stanza all’altra, e non è assolutamente carino nei confronti degli ospiti.

Roberta Rosaci

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