Strage di Erba, detenuto si innamora di Rosa Bazzi e rinuncia alla semilibertà

Lo spasimante di Rosa Bazzi, autrice della strage di Erba insieme al marito Olindo Romano, ha rifiutato la possibilità di lavorare all'esterno del carcere per poter restare accanto a lei.

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Rosa Bazzi, 55 anni, condannata all’ergastolo per la strage di Erba, avrebbe uno spasimante nel suo stesso reparto all’interno del carcere di Bollate.

Questa notizia è emersa in un’udienza, durante la quale un detenuto ha rifiutato il regime di semilibertà concessagli dal giudice.

La rinuncia per stare vicino a Rosa Bazzi

L’uomo ha rinunciato alla possibilità di lavorare qualche ora fuori dal carcere, per poter restare accanto all’autrice della strage di Erba. È stato proprio il detenuto a spiegare le motivazioni della sua scelta durante l’udienza tenutasi al Tribunale di sorveglianza di Milano: “Signor giudice, rinuncio alla semilibertà per non dovermi separare da Rosa Bazzi”. La vicenda è stata resa nota dal quotidiano della provincia di Como.

L’avvocato di Rosa Bazzi, Fabio Schembri, nega la presunta storia d’amore fra il detenuto e la Bazzi. Secondo il legale si tratterebbe di un attacco personale creato a tavolino dagli avversari, per screditare il rapporto coniugale dei Romano. L’avvocato ha inoltre dichiarato che i due coniugi si vedono regolarmente nel carcere di Opera, dove è detenuto Olindo,  e si telefonano con cadenza periodica. Non esisterebbero quindi problemi coniugali fra i due.




La strage di Erba

I due protagonisti della strage di Erba, avvenuta nel tristemente famoso appartamento di via Diaz, stanno scontando la pena di ergastolo per aver ucciso brutalmente Raffaella Castagna, il figlio di pochi mesi Youssef Marzouk, la madre di Raffaella Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Da questo massacro, avvenuto l’11 dicembre del 2006, si salvò solo il marito della Cherubini, Mario Frigerio. Secondo gli inquirenti, dopo la strage, i due coniugi hanno dato fuoco all’appartamento per distruggere tutte le prove.

Il marito di Raffaella Castagna, Azouz Marzouk, pochi giorni fa, ha richiesto l’apertura del caso, sostenendo l’innocenza dei Romano. Secondo Marzouk, i coniugi avrebbero solo recitato un copione. I fratelli di Raffaella castagna, Pietro e Giuseppe, hanno querelato il cognato.

Giulia Danielli

Source La Stampa La Repubblica La Provincia

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