Strage di Viareggio: la procura chiede 15 anni e 6 mesi per Moretti

Moretti rinuncia alla prescrizione in rispetto alle vittime della strage di Viareggio

Strage di Viareggio: la procura chiede 15 anni e 6 mesi per Moretti
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La procura di Firenze ha richiesto 15 anni e 6 mesi di condanna per Mauro Moretti, in relazione alla strage di Viareggio. L’incidente ferroviario che nel 2009 portò 32 persone alla morte.

Per la strage di Viareggio sono stati inoltre richiesti 14 anni e 6 mesi per Michele Mario Elia (ex ad Rfi) e 7 anni e 6 mesi per Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia). Nelle richieste vengono considerati i 6 mesi di taglio per la prescrizione di alcuni dei reati.  Per l’incidente di Viareggio del 29 giugno 2009 sono in tutto 33 gli imputati al processo. Al momento le persone assolte  per non aver commesso il fatto sono 10, mentre 3 delle 9 società coinvolte escono pulite dalla vicenda.

Tra le accuse rivolte a vario titolo agli imputati abbiamo: disastro ferroviario, omicidio, incendio colposo, violazione della normativa sulla sicurezza e lesioni plurime colpose. Per i responsabili della Gatx Rail, la società tedesca che aveva affittato i 14 carri cisterna a Fs, la pena richiesta è: 9 anni e 6 mesi per Rainer Kogelheide, amministratore delegato di Gatx Rail Germania, e per Peter Linowski, responsabile dei sistemi di manutenzione.

L’incidente

L’incidente ferroviario, passato alla cronaca come la strage di Viareggio, ha avuto luogo il 29 giugno 2009 in seguito al deragliamento del treno merci n. 50325 Trecate-Gricignano, e alla successiva fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL.  Seguì un incendio di vaste proporzioni  con il conseguente scoppio della cisterna stessa, che interessò la stazione di Viareggio, il fabbricato viaggiatori e le aree circostanti.



Il deragliamento del mezzo è stato probabilmente dovuto al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascinò fuori dai binari ben quattro carri. Furono 11 le persone che persero la vita sul colpo, travolte dal crollo degli edifici o investite dalle fiamme. Due persone morirono colte da un infarto e furono decine i feriti, molti dei quali gravemente ustionati persero la vita a diverse settimane dall’evento. Rimasero invece indenni i due macchinisti, che dopo aver frenato il convoglio si misero in salvo.

Il deragliamento si verificò in concomitanza con il sovrappasso pedonale, che collegava via Burlamacchi con via Ponchielli. Quest’ultima via fu quella più interessata dalla propagazione del gas, qui si registrò il maggior numero di vittime, feriti e di edifici danneggiati o crollati. In tutto le vittime furono 32, mentre si attestarono a quota 25 i feriti. Alcuni degli edifici danneggiati dall’incidente vennero in seguito abbattuti.

All’interno dello stadio Torquato Brescini si svolsero i funerali di stato per 15 delle vittime dell’incidente ferroviario, 7 ebbero invece le esequie in Marocco con rito islamico. Le due persone colte dall’infarto non furono inserite nella lista ufficiale.

Mauro Moretti rinuncia alla prescrizione

Le vicende giudiziarie legate alla strage di Viareggio vanno avanti dal 2009, con all’attivo ben 140 udienze. Si è parlato più volte che i reati commessi dagli imputati rischiassero di cadere in prescrizione. A tal riguardo Mauro Moretti è voluto intervenire con una dichiarazione spontanea nel corso dell’udienza.

Ho preso atto di quanto detto dal procuratore, sono parecchi anni che si discute in merito alla prescrizione e io stesso sono stato portato a bersaglio. Rinuncio alla prescrizione, lo faccio per rispetto delle vittime, dei loro famigliari e del loro dolore. Lo faccio perché mi ritengo innocente





La dichiarazione di Moretti è stata annunciata brevemente dal suo avvocato  dopo che il pm di Lucca, Salvatore Giannino, al fianco della procura generale, ha terminato la sua requisitoria elencando le richieste di condanna. Dopo essere intervenuto, l’ex ad di Fs e ex ad di Rfi ha lasciato l’aula, mentre il processo continuava con gli interventi delle parti civili.

Sulla prescrizione si è pronunciato anche il pm Giannino affermando che “è indecoroso che lo Stato, trascorso il tempo, non debba più esercitare l’azione penale”. Tuttavia si è dovuto attenere alla legge e ha decurtato di 6 mesi le pene degli imputati. La prescrizione ha riguardato esclusivamente i reati di incendio e lesioni colpose.

Emanuela Ceccarelli

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