Strage in Florida: ragazzo uccide a scuola 17 persone tra alunni e professori

Trump twitta: nessuno dovrebbe sentirsi poco al sicuro in una scuola americana

Evacuazione dell'edificio dopo la strage in Florida foto by@corrieredellasera
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Florida- Era stato espulso dal liceo Stoneman Douglas High School, a 70 km circa da Miami. Nikolas Cruz, 19 anni è rientrato ieri, 15 febbraio, verso le 14.30 nella scuola da dove era stato cacciato ed ha compiuto una strage. Armato fino ai denti, con un fucile semiautomatico, maschera antigas e quell’inspiegabile odio in corpo, ha sparato fino ad uccidere 17 persone, tra ragazzi e insegnanti. Prima di cominciare a sparare aveva fatto scattare l’allarme anti-incendio.

Il presunto assassino

Una carneficina: dodici persone sono morte all’interno della scuola, tre all’uscita dell’edificio e due in ospedale. Altre tre persone sono ricoverate, insieme ai feriti lievi, in gravi condizioni. Nikolai Cruz sarebbe stato individuato solo in un secondo momento come il responsabile della carneficine ed è stato catturato dopo qualche ora. Ha cercato, infatti, in un primo momento, di spogliarsi delle sue armi e confondersi tra la folla.

Sono stati i media americani ad identificarlo secondo alcune indicazioni della polizia locale, ma la prudenza è d’obbligo. Il ragazzo, se verrà confermata la sua responsabilità nella strage, avrebbe agito da solo ed era conosciuto a tutti come un fanatico delle armi, forse già arruolato nel programma trading junior dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Tramite i social e internet era in contatto con vari gruppi di fanatici/appassionati di armi.

Il motivo dell’espulsione

Sembra anche che il motivo dell’espulsione da scuola del ragazzo fosse proprio legato al fatto che mostrasse armi agli altri studenti e alcune fonti, ancora da confermare, dicono che avesse il divieto di entrare nell’edificio con qualsivoglia zaino.

Altri dichiarano che la causa dell’allontanamento fu una rissa violenta con il nuovo fidanzato della sua ex ragazza, con cui comunque aveva atteggiamenti violenti.




Tutti sono concordi nel dire che quella per le armi era la sua vera e grande ossessione e forse il giovane era già stato sottoposto a trattamenti brevi per persone con problemi mentali.

Molte le cose da chiarire in questa vicenda. Pare che uno degli allenatori di football, che svolgeva anche il compito  di guardia di sicurezza, per salvare alcuni dei suoi studenti si sia messo loro davanti, evitando che gli spari li raggiungessero. E sarà proprio questo insegnante buono e generoso e divenire il simbolo positivo di una storia dove di positivo non c’è proprio niente.

Le stragi nelle scuola in America

Dall’inizio dell’anno 2018 ad oggi le sparatorie negli Stati Uniti sarebbero state 19, così riporta un’associazione Everytown For Gun Safety che cerca di promuovere un maggior controllo sulla vendita di armi. Il Presidente Donald Trump, su Twitter ha scritto:

Nessun bambino, insegnante o chiunque altro dovrebbe sentirsi poco sicuro in una scuola americana

Ma proprio lui, durante la sua campagna elettorale, aveva fatto delle armi, uno dei suoi punti cardini, arrivando addirittura a dichiarare:

Hillary vuole togliervi le pistole. Vuole che la gente non si difenda, vuole abolire il secondo emendamento della nostra Costituzione e vuole liberare pericolosi criminali. Noi non lo permetteremo, gli americani hanno il diritto di difendersi al 100%. Quando diventerò Presidente degli Stati Uniti ci sbarazzeremo delle gun free zone

Nessuno dovrebbe sentirsi poco sicuro in una scuola…

Marta Migliardi

 




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