Suicidi, crisi, indifferenza. Scusaci, Jelena

by admin | 8 Ottobre 2016 8:36 pm

Jelena Radojev ha riempito le sue tasche con delle pietre e si è lasciata annegare. L’ennesimo dei tantissimi suicidi dovuti alla crisi economica

Esistono temi, anche tragici, a cui forse ci siamo assuefatti: suicidi, povertà, crisi economica, solitudine. Esistono persone che perdono il lavoro, altre che decidono di porre fine alla loro esistenza, altre ancora sole e disperate. Il più delle volte, forse, persone lontane da noi, per le quali proviamo un piccolo dispiacere ma che poi dimentichiamo subito.

Non è normale. Questo non è affatto normale. Che in Italia nel 2015 i suicidi per la crisi economica si siano triplicati rispetto ai 3 anni precedenti non è normale. Che sempre nel 2015 le famiglie in povertà assoluta siano 1 milione e 582mila, e gli individui in povertà assoluta 4 milioni e 598mila (dati ISTAT)  non è normale.

Che un aspirante lavoratore venga escluso da un percorso di selezione perché ‘troppo qualificato’ non è normale. Che una donna con 4 lauree non trovi lavoro per quasi due anni non è normale. Che la stessa donna chieda aiuto alle Istituzioni, al suo Comune, al suo Sindaco, all’Università di Parma per cui ha lavorato per 6 anni e che in pochi si muovano per aiutarla, per salvarla dalla disperazione più totale, non è affatto normale.

Suicidi, crisi, indifferenza. Scusaci, Jelena
cremonaoggi.it

Quella donna si chiamava Jelena Radojev. Quella donna due giorni fa ha riempito le tasche della sua giacca e la borsa con delle pietre e si è lasciata annegare nelle acque genovesi assieme al suo cagnolino. La stessa donna che lo scorso giugno aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete davanti al Comune di Cremona, ove risiedeva.

Nel 2008 Jelena aveva iniziato a lavorare presso l’Università di Parma come amministrativa ma alle dipendenze di una cooperativa. Chi ha frequentato il Dipartimento di Italianistica l’avrà vista un milione di volte. Nel 2014, però, per ristrettezze del budget universitario, Jelena aveva perso la sua occupazione e da allora non era più riuscita a rientrare nel mondo del lavoro, sebbene avesse inviato in quasi due anni oltre 200 candidature con ogni canale possibile e per lavori di ogni genere, come lei stessa aveva dichiarato e come riportato da cremonaoggi.it.

Laureata in filosofia, grafica, musica e giornalismo, Jelena se n’è andata via così, con il suo adorato yorkshire, nel cui collare la donna aveva nascosto un biglietto in cui spiegava di non aver trovato nessuno a cui affidarlo, chiedendo che non venisse abbandonato in un canile se fosse sopravvissuto.

È andata via così Jelena, insieme alle oltre 200 persone che solo lo scorso hanno si sono tolte la vita sopraffatte dall’aver perso tutto e dal non avere più una casa, un lavoro, cibo con cui sfamarsi, amici e parenti che potessero aiutarle.

Ci dispiace, Jelena, per non aver saputo, per non aver voluto o potuto fare nulla.

 

Annachiara Cagnazzo

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