Suicidio assistito: arriva il parere del Comitato di Bioetica

La comunicazione è stata diffusa dopo lʼordinanza della Corte costituzionale sul caso di Marco Cappato

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Suicidio assistito: arriva un primo parere del Comitato nazionale per la Bioetica.

Il Comitato ha pubblicato un primo parere sullo spinosa questione del suicidio assistito, dopo l’ordinanza del 2018 della Corte costituzionale, intervenuta in merito al dibattito sollevato dalla Corte di Assise di Milano sul caso di Marco Cappato e della sospetta illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale. Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, finito sotto processo, accompagnò il deejay 40enne, (al secolo Fabiano Antoniani), cieco e tetraplegico a seguito di un incidente stradale, in Svizzera, dove è deceduto il 27 febbraio 2017.

Pareri difformi

Il dibattito pubblico concernente il suicidio medicalmente assistito illustra la grande difficoltà di riuscire a conciliare i due principi, così rilevanti bioeticamente, della salvaguardia della vita da un lato e dell’autodeterminazione del soggetto dall’altro. Di qui, la necessità di fare chiarezza.




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Strada ardua da percorrere è quella che, nel documento, il Comitato di Bioetica prova a tracciare per delineare una distinzione tra suicidio medicalmente assistito ed eutanasia. L’eutanasia viene definita come un atto il cui obiettivo è “anticipare la morte su richiesta al fine di togliere la sofferenza” e in questo senso “è inquadrabile all’interno della fattispecie più generale dell’omicidio del consenziente”. Il suicidio si distingue, invece, dall’eutanasia perché “è l’interessato che compie l’ultimo atto che provoca la sua morte, atto reso possibile grazie alla determinante collaborazione di un terzo, che può anche essere un medico”, ma non necessariamente.

Il testo, approvato nel corso della Plenaria del 18 luglio, nasce con l’intento di dare informazioni chiare su pro e contro di un’eventuale legislazione sulla pratica dell’assistenza al suicidio.

Non una reale apertura alla legalizzazione del suicidio assistito quella percorsa dal Comitato, ma, piuttosto, un valido strumento per definire nodi, criticità ed elementi favorevoli al legislatore, come illustrato dal presidente, Lorenzo D’Avack, che ci tiene a ribadire: “Non si tratta affatto di un’apertura del Comitato al suicidio assistito”.

Mena Indaco

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