Astrosismologia: scoperte onde sulle supergiganti blu

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Le supergiganti blu sono stelle che hanno una massa almeno dieci volte superiore a quella del nostro Sole, sono le stelle più calde e luminose dell’universo e, a differenza delle sorelle più piccole che vivono un’esistenza lunghissima e piuttosto calma, hanno un’evoluzione molto più turbolenta e una vita molto più breve.
L’astrosismologia studia la struttura interna delle stelle pulsanti attraverso le loro pulsazioni, questa disciplina nacque dall’eliosismologia, osservare che succede all’interno del nostro astro è relativamente facile e dunque fu il primo posto in cui guardare. Diverso è il discorso per gli altri astri, si iniziò con le stelle pulsanti perché le loro variazioni sono così evidenti da controbilanciare le difficoltà dovute alla distanza.
I telescopi spaziali hanno cambiato tutto, permettendo all’astrosismologia di puntare altri astri, ora arriva notizia dalla prestigiosa università belga (di lingua olandese) Katholieke Universiteit Leuven (KU Leuven) di una ricerca, condotta grazie ai telescopi spaziali Tess e K2 (un aggiornamento della conclusa missione Kepler) della NASA, che ha scoperto onde che si propagano sulla superficie della maggior parte delle supergiganti blu che hanno osservato. Lo studio è stato pubblicato su Nature Astronomy.



Le supergiganti blu sono stelle poco conosciute perché a causa della loro (relativamente) breve vita non ce ne sono così tante in cielo (anche se naturalmente quelle che ci sono sono tra le più visibili del cielo stellato, come la più famosa di tutte, Rigel, quella nella foto, che con la sua luce illumina la vicina Nebulosa Testa di strega), ma ora grazie a queste onde osservate in superficie gli scienziati saranno in grado di indagare cosa succede nel nocciolo di queste stelle massicce, una questione di estremo interesse per gli astrofisici visto che questi astri sono le fucine nucleari in cui si forgiano la maggior parte degli elementi chimici che nella tavola periodica vengono dopo l’elio, i quali vengono dispersi nello spazio quando la stella esplode come supernova.
Le onde si generano dai moti di convezione nel nocciolo della stella e quando arrivano alla superficie si manifestano in una variazione di luminosità, cioè una pulsazione, della stella, dalle frequenze gli scienziati possono capire con che efficienza gli elementi metallici sono creati all’interno e come si muovono nel nucleo, uno sguardo in profondità nel motore di queste progenitrici delle supernove.

Roberto Todini

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