Il surriscaldamento degli oceani corre sempre più veloce

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Arriva notizia dall’università di Berkeley di una ricerca pubblicata su Science che afferma che il surriscaldamento degli oceani procede persino più veloce di quanto pensassimo e che la nozione che ci sia stato un rallentamento negli ultimi quindici anni è semplicemente sbagliata.
Il surriscaldamento degli oceani è la misura più affidabile del più generale surriscaldamento globale, essenzialmente per due motivi: perché il calore solare in eccesso, imprigionato dai gas serra sempre più abbondanti, finisce per il 93% negli oceani e perché la temperatura degli oceani è molto più stabile di quella della superficie, non subisce variazioni su base annuale a causa di fenomeni  come El Nino od eruzioni vulcaniche.



I modelli climatici che girano sui potentissimi computer usati per le previsioni climatiche in effetti avevano previsto i dati odierni, erano le osservazioni che non erano in accordo coi dati, ora però gli studi più recenti possono avvalersi dei dati della rete Argo, si tratta di un esercito di 4000 robot (come quello in foto) sparsi per gli oceani che sono in grado di tuffarsi fino a 2000 metri e che risalendo rilevano dati su temperatura, salinità ed altre informazioni. I dati provenienti da Argo coniugati con quelli di una nuova tecnica che utilizza un metodo completamente diverso, la quantità di ossigeno rilasciata dagli oceani nell’atmosfera che aumenta con il surriscaldarsi delle acque, concordano sul fatto che i modelli erano giusti e che le osservazioni che avevano fatto pensare a un rallentamento dell’aumentare della temperatura degli oceani erano un abbaglio.
In realtà supponendo che si continui a non fare quasi nulla (finora solo tanti impegni e pochi fatti) per diminuire i gas serra i modelli sviluppati dal Coupled Model Intercomparison Project 5 prevedono un aumento della temperatura dei 2000 metri superficiali degli oceani di 0,78° C per la fine di questo secolo. Vi sembra poco? In termini di dilatazione termica si tradurrà in 30 centimetri di innalzamento del livello dei mari che si andranno ad aggiungere a quelli provocati dal riversamento negli oceani di altra acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacci.

Fonte immagine: www.argo.ucsd.edu

Roberto Todini

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