Svalbard Global Seed Vault: la fortezza della natura

Svalbard Blobal Seed Vault
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La fortezza della natura: Svalbard Global Seed Vault

Svalbard Blobal Seed Vault

 

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe in seguito ad una catastrofe di livello mondiale? Probabilmente, sparirebbero molte specie animali (incluso l’uomo) e vegetali. Ma se il cataclisma che si abbatte sulla Terra sarà abbastanza benevolo da salvare almeno un essere umano, sappiamo di poter contare sullo Svalbard Global Seed Vault!

 

Questo progetto prese piede quasi 10 anni fa: un gruppo di scienziati si riunirono nel Mar Glaciale Artico e cominciarono a progettare e costruire lo Svalbard Global Seed Vault. A che pro? Semplice: garantire la biodiversità e la sicurezza alimentare per il futuro del Pianeta. Non sappiamo effettivamente cosa potrebbe succedere in futuro ed è proprio per questo che il gruppo di studiosi ha dato vita a questo glorioso progetto. In fondo, il nostro mondo è stato sempre minacciato dai cambiamenti climatici, guerre e disastri naturali.

L’ubicazione esatta della struttura è fra la Norvegia e il Polo Nord ed è forse, il primo vero esempio di pace nel mondo: oltre 930 mila campioni di semi conservati e provenienti da ogni parte del globo. Tutte le nazioni si sono impegnate per fornire alla struttura i semi di ogni vegetale presente sul loro suolo, al fine di garantire l’approvvigionamento alimentare del futuro.

Lo Svalbard Global Seed Vault è costruito ben 120 metri all’interno di una montagna composta di roccia arenaria nell’isola Spitsbergen delle Svalbard ed è protetto da un complesso sistema di sicurezza che impedisce l’accesso ai non-autorizzati.

L’isola Spitsbergen è stata considerata l’ubicazione ideale in quanto esente da attività tettonica e per la presenza del suo permafrost. Inoltre, l’altezza della costruzione a ben 130 metri sul livello del mare, garantisce l’asciuttezza del sito anche in caso di scioglimento dei ghiacci artici.

Le grandi unità di refrigerazione vengono alimentate con il carbone estratto direttamente in loco e raffreddano ulteriormente i semi secondo lo standard internazionale che raccomanda una temperatura di conservazione compresa tra −20 e −30 °C. Vi chiederete cosa succederebbe se questo sistema di raffreddamento avesse un guasto improvviso, lasciando i semi ad una temperatura ben sopra i -20 gradi? Assolutamente nulla: data la presenza del permafrost, ci vorrebbero molte settimane prima che la temperatura raggiunga quella della roccia arenaria circostante (di solito intorno ai -3°) e comunque, il terreno ghiacciato impedirebbe alla temperatura di superare quella soglia.

 

Tunnel d’entrata
                          Fonte: Wikimedia

 

L’impianto può stoccare fino ad un massimo di 4.500.000 semi complessivi. Il costo totale dell’impresa titanica è stato di circa 30 milioni di euro, di cui quasi l’85% donato dalla Bill & Melinda Gates Foundation. Non posso che lasciarvi con le splendide parole di José Manuel Durão Barroso, politico e accademico portoghese, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014:

«Questo è un giardino dell’Eden ibernato. Un luogo dove la vita può essere mantenuta in eterno, qualsiasi cosa succeda nel mondo.»

 

Antonio “Parzival” Venezia

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