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Sviluppatore web: cosa fa e quale percorso formativo seguire

Che programmare non sia facile è un’affermazione valida solamente in alcuni frangenti, ma non tutti. Chiaramente tutto dipende dalla finalità per cui si intende programmare, perché determinare il comportamento di un’intelligenza artificiale ad esempio, richiede un bagaglio di competenze non indifferente. Lo sviluppo di un software che permetta alle aziende di raccogliere e analizzare dati invece, oppure realizzare un sito Web in HTML o Java Script, sono attività sicuramente più alla portata. Con questi presupposti, vediamo insieme perché studiare come sviluppatore.

I linguaggi di programmazione

Programmare significa fornire una serie di indicazioni precise ad un terminale, ovvero un computer, permettendogli di rispondere in un determinato modo. Ai minimi termini, si tratta di instaurare una sorta di dialogo con la macchina. I linguaggi di programmazione servono dunque per abbattere la barriera comunicativa data dal fatto che un PC parla solamente con 0 e 1 a causa della sua natura binaria. 

Per quanto possa sembrare paradossale, ogni persona ha scritto nella vita almeno un programma. Questo perché programmare significa di fatto creare un algoritmo, ovvero un insieme di operazioni che possano portare ad un risultato. Ad esempio comprendere quando costa un prodotto su cui viene applicata una determinata scontistica è un esempio di algoritmo. Trascriverlo attraverso un linguaggio di programmazione permette di ottenere un software a tutti gli effetti.

Perché imparare a programmare

Quella dell’informatica è una materia famosa per essere complicata e dunque riservata ad un’élite di persone. In realtà la verità è ben lontana da questa credenza, e in tal senso fare riferimento a professionisti del settore come aulab che offre corsi di programmazione completi, rappresenta una buona idea. Fare proprio un corretto modo di apprendimento può fare davvero la differenza, e diventare sviluppatore web partendo da zero è tutt’altro che un’utopia. 

Il corso Hackademy, ideato in ottica coding, permette in tre mesi di acquisire le basi del lavoro da professionista. Il ruolo del programmatore è uno dei più richiesti dall’attuale mercato del lavoro, e mano a mano che la tecnologia proseguirà il suo cammino fatto di evoluzione, la richiesta non potrà che aumentare. Questo è uno dei motivi per cui aspettare il futuro non ha senso, quando nel presente è già possibile portarsi avanti.

Quanti linguaggi di programmazione esistono?

Esattamente come nel mondo reale esistono moltissime lingue diverse, anche in quello della programmazione esistono numerosi modi di comunicare, scelti a seconda dell’obiettivo e del progetto che si intende realizzare. Ad esempio per lo sviluppo di siti web HTML e Java Script sono i più utilizzati, mentre per la creazione di grafici basati sull’analisi numerica la scelta ricade su Python. Oltre a questi però, esiste anche un linguaggio che può essere paragonato “all’inglese della programmazione”.

Stiamo parlando di C e della sua naturale evoluzione C++, ovvero di un linguaggio accademico in grado di fornire le basi della programmazione. Si tratta di uno dei linguaggi più utilizzati per lo sviluppo di software di un certo livello, anche perché ricco di potenzialità. Ovviamente andando molto nello specifico, per quanto di facile apprendimento, anche C++ diventa complesso da usare. 

Sul Web è possibile trovare moltissimi contenuti per muovere i primi passi nel settore della programmazione. Il problema di questa mole di informazioni però, è che non sono organizzate, e che trattandosi di una materia particolarmente complessa, si rischia di “perdersi “ nell’oceano di internet. Oltre a questo, il fai da te manca del feedback di un professionista in grado di monitorare i progressi dell’apprendimento. 

Tutte problematiche facilmente risolvibili con un corso professionale come quello menzionato in precedenza, dove oggetto dell’apprendimento non saranno solamente le nozioni di programmazione, ma anche quelle del metodo di studio corre

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