Tabaccaio uccide ladro a Torino. Parlereste di legittima difesa?

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Nella notte un tabaccaio ha sparato e ucciso un ladro a Torino che attorno alle 3 si era introdotto nella sua tabaccheria insieme ad altri 2 complici.
Ora è indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

Con questa tragedia scopriamo quindi che, intanto, la storia che “la difesa è sempre legittima”, che tanto entusiasmava qualcuno, era solo una colossale balla. Anche con la nuova legge di Salvini il reato di “eccesso colposo di legittima difesa” esiste. Si viene ancora indagati per questo reato e si può ancora essere condannati per questo reato. Quindi no: la difesa, nemmeno con la legge di Salvini, è sempre legittima.

La seconda balla è quella appunto delle indagini. Anche con la “nuova” legge sulla Legittima Difesa di Salvini si viene indagati quando si ammazza un ladro. Per anni hanno massacrato giudici e distrutto l’immagine di “politici di sinistra” (e accumulato consensi) perché quando accadevano episodi simili chi si era “difeso” veniva anche indagato e/o processato: con la nuova legge di Salvini accade la stessissima cosa. Si viene indagati, proprio come prima, perché la legge di Salvini non abolisce da nessuna parte le indagini a carico di chi – a torto o ragione – ammazza un ladro o un rapinatore.

Terzo: scopro, dopo aver letto su questo caso almeno una dozzina di articoli, che ci sono ancora giornalisti che confondono “rapina” e “furto”, “rapinatori” e “ladri”. Confondendo così anche i lettori.

Se io entro in un negozio e di nascosto rubo 6 magliette da 200 euro l’una e mi allontano, sto commettendo un furto. Se armato di pistola o coltello vado dalla cassiera e le dico di darmi 6 magliette da 200 euro l’una altrimenti l’ammazzo sto commettendo una rapina.

I ladri del colpo di questa notte non hanno agito, come fanno i rapinatori, irrompendo in tabaccheria con la gente dentro, brandendo armi e minacciando l’incolumità delle persone.

I ladri del colpo di questa notte hanno agito quando la tabaccheria era chiusa. Era vuota. Non c’erano rischi per l’incolumità di alcuno. Il titolare dormiva nella sua casa al piano superiore. Non era in pericolo né lui, né la sua famiglia, né alcun altra persona.

Chi commette una rapina armato, mettendo in pericolo la vita di innocenti, merita di correre il rischio di essere ucciso? Sì.
Chi ruba di nascosto magliette per 1.200 euro alla Rinascente o un incasso per 2mila euro in tabaccheria merita condanna e, se con le aggravanti del caso, la galera? Sì.
Merita la morte? No. La galera, non la morte.

Quella del tabaccaio di questa notte è stata legittima difesa? La sua vita, né quella di nessun altro, è stata mai in pericolo fino a che non ha raggiunto lui i ladri. Lo ha detto anche il procuratore: i ladri avevano finito, avevano già messo in auto la macchinetta cambia soldo. Fino a quel momento si è trattato solo di furto.

Poi è arrivato il titolare, ha sparato 7 colpi e ucciso uno dei tre. E’ stato eccesso di legittima difesa? Se è vero, come avrebbe sostenuto, che c’è stata una colluttazione, allora da quel momento il furto è diventato una rapina, e tanto basti perché, come sempre accaduto prima dell’attuale legge, il tabaccaio sia prosciolto da ogni accusa, senza nemmeno processo.

In caso contrario l’esito del procedimento potrebbe essere molto diverso.

In definitiva: con la nuova legge non è cambiato assolutamente nulla perché in Italia la difesa è legittima, quando è legittima, dal 2006. E noi ci troviamo a trattare un argomento delicato, una tragedia, anche in termini politici perché qualcuno ha voluto lucrarci la propria carriera politica su questo. Prendendo in giro, fatti alla mano, milioni di italiani su questioni tanto drammatiche e delicate.

 

Emilio Mola

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