Cosmetici, detersivi “95% biodegradabili”: conosci la lingua del greenwashing?

100% Biodegradabili, naturali, eco-sostenibili: i nostri cosmetici e prodotti per la casa parlano sempre più questo linguaggio per riuscire a convincerci. È la lingua del greenwashing: quella utilizzata dalle aziende per assicurarsi la nostra fiducia, promuovendo la salvaguardia dell’ambiente. Tutto è rivestito di una patina di verde, che ci dona l’illusione dell’ecologia: ma al di là delle etichette, cosa significa ad esempio che uno shampoo è “95% biodegradabile”? E questo è sinonimo di sicurezza, di ecologia?
Impariamo a capire qualche parola di greenwashing…

Dai satelliti della NASA, un vastissimo “Mare di Plastica” in Spagna

Per chi si chiede da dove vengano i pomodori, o il resto dell’ortofrutta “origine Spagna”, la risposta è ad Almería: qui si coltivano per tutto l’anno, stravolgendo le stagionalità, ogni genere di frutta e verdura, addirittura biologici. Ma sotto questi giganteschi capannoni di plastica, a maturare ci stanno soprattutto sfruttamento, disperazione e moderna schiavitù.

Chi produce le uova da allevamento in Italia? Violenze sulle galline e truffe

Dietro alla produzione delle uova da allevamento – sia questo a terra o all’aperto, “bio”, o peggio in gabbia – esiste un sistema industriale, in cui le galline paiono essere considerate vere e proprie macchine da uova. Stipate in allevamenti dove regnano sovraffollamento, violenze, stress, condizioni igieniche rischiose innanzitutto per gli animali, oltre che per i consumatori, le galline vengono private delle loro libertà fondamentali. Non si tratta di vuote denunce, bensì dell’esperienza di chi in queste aziende, ha lavorato per tre mesi sotto copertura, documentando simili crudeltà.

Chi sono i campioni di dumpster diving, che si contendono i cassonetti

Il dumpster diving è una disciplina “atletica”, che richiede forza, un occhio acuto, flessibilità degli arti, oltre che elasticità per allungarsi ad afferrare i pezzi migliori. Una pratica tutta basata su una dieta “zero costi e zero spreco”, all’interno dei cassonetti, in “competizione” soprattutto contro le grandi catene di supermercati e i ristoranti. Il traguardo è recuperare cibo invenduto, danneggiato, benché ancora perfettamente commestibile.