Tagli al parco della Lessinia: a rischio un altro tesoro ambientale

Inestimabili perdite a livello ambientale per i tagli al parco della Lessinia in seguito all'approvazione della legge n. 451.

Fonte immagine https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c5/2014_07_Selva_di_Progno_%28VR%29_Italy_-_Giazza_-_Val_Fraselle_-_forest_Laburnum_anagyroides%27s_flowers_-_Ctg_Baldo_Lessinia_org_photo_Paolo_Villa_FOTO6809bis2.JPG
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Il parco della Lessinia ricopre una superficie di oltre diecimila ettari, custodisce un’impressionante varietà faunistica e floristica ed è depositario di antiche tradizioni eno-gastronomiche. Ad esse si aggiungono siti archeologici, testimonianze della grande guerra e architetture naturali mozzafiato.

Il parco della Lessinia costituisce pertanto un patrimonio prezioso sotto molti profili, in particolare per quanto concerne l’aspetto ambientale.

Notevoli polemiche, che hanno dato vita a opposti schieramenti, sono sorte negli ultimi giorni. Per l’esattezza da quando la II Commissione Ambiente della Regione Veneto ha espresso la ferma intenzione di approvare in via definitiva la proposta di legge n. 451, che prevede una serie di restrizioni e tagli al parco della Lessinia, non da tutti giudicati regolari.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: c’è davvero bisogno di attuare detti tagli?

Secondo la succitata Commissione, ma anche secondo molti abitanti della Lessinia, questa soluzione comporterebbe miglioramenti e vantaggi per l’intera area, lasciando del tutto inalterate le riserve naturali, deputate alla protezione e conservazione di valori naturalistico-ambientali; garantirebbe inoltre una fruizione meno burocratizzata delle zone a vocazione agro-silvo-pastorale, e un nuovo assetto alle strade.

Ma alcuni aspetti sembrano sfuggire, o essere sottovalutati, o volutamente ignorati, da questa posizione. La questione delle strade, per esempio, sembra del tutto pretestuosa, visto che potrebbero comunque essere rifatte, senza bisogno di eliminare per esse la denominazione “parco”.

Ben più grave il fatto che le aree dei vaj e della fascia superiore ai vaj, perdendo lo status di parco, diventino aree in cui si può cacciare. Attualmente sono spesso rifugi per animali e non va dimenticato che il parco della Lessinia è anche custode di specie protette.

Poi c’è il rischio, soprattutto nelle aree in cui ricadono le malghe, che si concedano con più leggerezza cubature aggiuntive per costruire, ciò grazie alla legge regionale n. 29 del 25 luglio 2019, la Omnibus, che sta già devastando le colline del Prosecco a Treviso.

Infine non va dimenticato che la zona della Lessinia è fortemente interessata al discorso della vinificazione, con tutti gli interessi che vi gravitano intorno, visto che dai prodotti della vite dipende buona parte dell’economia del Veneto.

Per queste ragioni molte associazioni ambientaliste, compreso Fridays For Future di Verona,  domenica 26 gennaio, con partenza alle ore 10.00, effettueranno una camminata di protesta attraverso il parco della Lessinia: «È inammissibile», sostengono, «che tutto questo avvenga in piena crisi climatica e a pochi giorni dall’appello delle Nazioni Unite, che hanno avvertito il mondo della necessità impellente di tutelare l’ambiente trasformando almeno il 30% della superficie del Pianeta in area protette entro il 2030. Urge agire a protezione degli ecosistemi, e quindi anche del Parco della Lessinia.»

Claudia Maschio

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