I tagli dell’amministrazione Trump ai fondi governativi destinati alle categorie più vulnerabili colpiscono ancora: questa volta sono nel mirino la comunità LGBTQ+ e il San Francisco Transgender District, il primo quartiere al mondo dedicato alle persone transgender legalmente riconosciuto. Ma gli attivisti che lo gestiscono non si arrendono e hanno appena lanciato il cosiddetto “Fondo Anti-sommossa”, una raccolta fondi di emergenza per continuare a fornire il proprio supporto alla comunità nonostante l’interruzione dei finanziamenti federali.
Continuano i tagli dell’amministrazione Trump alle ONG e la sua repressione nei confronti della comunità LGBTQ+: tra le organizzazioni più colpite vi è il San Francisco Transgender District, fondato nel 2017 da 3 donne trans e nere nell’area di Tenderloin.
Organizzazione unica nel suo genere, il quartiere si estende in un luogo ricco di storia e tradizione queer: già noto come “gay ghetto” a partire dagli anni ’30, è stato luogo della rivolta della Compton’s Cafeteria del 1966 quando drag queen e donne trans si opposero per la prima volta alla violenza e agli abusi da parte delle forze di polizia.
L’obiettivo dell’organizzazione non è solo quello di preservare questa eredità storica puntando sull’empowerment e sulla sensibilizzazione di una categoria a lungo marginalizzata ma a questo si aggiunge anche uno scopo di arricchimento sociale e culturale per tutti i residenti della città.
Il lavoro del Transgender District spazia dagli aiuti per combattere il caro affitti alla creazione di programmi a sostegno delle piccole imprese locali fino all’organizzazione di eventi culturali e all’assistenza per le cure di affermazione di genere.
I tagli dell’amministrazione Trump ai finanziamenti statali: cosa cambia ora? Un bilancio dei danni all’attivismo LGBTQ+
La legislazione ostile non è l’unica modalità con cui Donald Trump e i conservatori americani vogliono cancellare l’esistenza delle persone queer: infatti, nell’ultimo anno il Presidente degli Stati Uniti ha cancellato migliaia di programmi e fondi dedicati alla comunità LGBTQ+ dal valore di oltre 2 milioni di dollari.
Proprio per rispondere a questa “ampia tendenza di disinvestimento istituzionale”, il San Francisco Transgender District ha lanciato di recente il “Riot Fund“, una nuova campagna di raccolta fondi progettata per raccogliere 100.000 dollari e potersi così auto-finanziare per i prossimi 3 anni. L’iniziativa è stata presentata il 23 agosto all’annuale Riot Party.
Tra i programmi più a rischio dell’organizzazione ci sarebbero soprattutto il piano di stabilizzazione degli affitti, quello riguardante l’accelerazione imprenditoriale nel distretto e le borse di studio per la giustizia sociale – la perdita ammonterebbe a 250 mila dollari. Anche lo stesso Gay Pride ha visto una drastica riduzione degli sponsor, perdendo più 300 mila dollari.
Inoltre, l’intera città di San Francisco è stata colpita da questa ondata discriminatoria: la Commissione per i diritti umani ha cancellato quasi 1 milione di dollari di sovvenzioni alla Dream Keeper Initiative e l’amministrazione locale ha subito una riduzione di 160 milioni di dollari nei finanziamenti alle organizzazioni no-profit.
La necessità di sostenere i luoghi che favoriscono equità ed inclusione
Come sostenuto dalla co-direttrice esecutiva Breonna McCree, l’omo-transfobia negli Stati Uniti è a tutti gli effetti un’emergenza nazionale e infatti:
«I finanziamenti sono più vitali che mai dato che la grande migrazione di persone trans e non binarie in fuga dagli stati repubblicani sta arrivando in città […] Crediamo che le persone abbiano il diritto di prosperare, non solo di sopravvivere»
I tagli dell’amministrazione Trump – la quale è sempre più determinata nell’escludere le persone trans dalla vita pubblica e negare il loro diritto ad esistere – contribuiranno a rendere le minoranze già fragili ancora più vulnerabili e vanificheranno anni di lavoro a favore dei diritti umani da parte di numerose associazioni.
Appoggiare organizzazioni come il San Francisco Transgender District significa sostenere i diritti di tutti e combattere per la creazione di città libere da violenza ed emarginazione. Significa sostenere la responsabilizzazione, la vita di intere comunità e la storia stessa.














