Il taglio dei parlamentari è quasi legge: ed ora cosa succede?

Con l'ultimo passaggio alla Camera è stata approvata la riforma che taglierà oltre 300 parlamentari

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Nel pomeriggio di oggi, martedì 8 ottobre 2019, la Camera dei Deputati ha votato per la seconda volta a favore del taglio dei parlamentari. La proposta di legge ora necessita dell’approvazione popolare attraverso un referendum confermativo per entrare in vigore. Sarà davvero un trionfo di cui andare fieri?

Il passaggio alla Camera della proposta di legge sul taglio dei parlamentari ha visto nella giornata odierna Montecitorio immergersi in un’atmosfera surreale a Montecitorio, simbolo di una politica a tratti grottesca. 553 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti. Eppure sono volate parole grosse con toni accesi, da anime politiche che alla fine hanno votato per la proposta di legge.

Voto sì, ma raccoglierò firme per un referendum contro

Roberto Giachetti (Italia Viva)

L’intervento di Roberto Giachetti, renziano di ferro, ha portato alla luce tutto e il contrario di tutto. La sua riflessione in merito a quelli che lui reputa “gli errori di tre anni fa” fanno apparire una forte discrasia tra la volontà del suo partito ed il voto per delle pure logiche di equilibri di maggioranza. Eppure, il suo discorso in merito alla disfunzionalità del bicameralismo perfetto, stando ai suoi ideali, risulta ineccepibile, ma in fin dei conti sono semplici parole. E’ il voto che conta.

Parole durissime, nel suo stile, da Vittorio Sgarbi del gruppo misto contro i pentastellati e soprattutto contro Beppe Grillo. Il critico d’arte ha usato epiteti ben poco galanti nei confronti dell’establishment del M5S, definendoli una banda senza diritti.

A una banda di parlamentari senza titolo e senza diritto, il cui unico rappresentante non è in Parlamento e si chiama Grillo, gli si consente di fare uno stupro di questo Parlamento.

Vittorio Sgarbi (Gruppo Misto)

Ciò nonostante, il secondo passaggio alla Camera, dopo i due al Senato, apre la strada all’attuazione del taglio di 230 deputati e 115 senatori. Il prossimo step sarà un referendum confermativo, senza quorum, in base all’articolo 138 della Costituzione dove, se confermata, la proposta di taglio dei parlamentari diventerà a tutti gli effetti legge.



Cosa cambia?

Innanzitutto cambia il rapporto tra popolo e rappresentanti. Banale sì, irrilevante no. Con l’attuale composizione delle camere in Italia si ha il rapporto di un eletto ogni 64.000 persone. Con il taglio dei parlamentari si passerebbe ad un eletto ogni centomila. Dal punto di vista della rappresentanza questo non è affatto un dato di poco conto, anzi.

Ma la cosa che interessa di più alla gente è quanto si risparmia. Ecco, il risparmio è poco più di 80 milioni di euro l’anno. Tanti soldi? Magari anche sì se si fa una stima da cittadino. Ma guardate quanto costa un caccia militare per capire la reale portata del risparmio. Impercettibile.

Il premier Giuseppe Conte parla del taglio dei parlamentari come un evento storico per il nostro Paese:

È il giorno che aspettiamo da sempre. Con il sì trasversale delle forze politiche alla riduzione dei parlamentari il M5S fa la storia di questo Paese, scrivendo una stupenda pagina di democrazia. Dopo oltre trent’anni di promesse mancate il taglio di deputati e senatori è realtà: inizia una nuova stagione politica, ora al centro ci sono i cittadini

Giuseppe Conte

Ma siamo davvero sicuri che questa sia la scelta giusta per il bene dell’Italia?

Federico Smania

 

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