Il Tamagotchi: l’immortale creatura virtuale

by Silvia Merciadri | 24 Novembre 2021 9:00 pm

Chi è stato bambino, o adolescente tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio ha di sicuro tenuto almeno una volta tra le mani un Tamagotchi

Ha probabilmente dedicato ore e ore della propria giornata a prendersene cura. Gli ha dato da mangiare, l’ha pulito e forse ha pianto quando per la prima volta è volato via. I nostalgici lo ricorderanno senza bisogno di spiegazioni, per tutti gli altri invece è bene fare un tuffo alla fine del secolo scorso.

tamagotchi giocoChe cos’era il Tamagotchi?

Il Tamagotchi era un ovetto elettronico dotato di uno schermo, tramite il quale si entrava in relazione con la propria creatura virtuale.

Si trattava di un animaletto alieno che necessitava costantemente di cure. Bisognava nutrirlo, lavarlo, coccolarlo, portarlo a spasso, metterlo a dormire e rimproverarlo.

Si poteva anche “fare comunicare” con altri simili: bastava avvicinare gli ovetti e mettere in contatto le due estremità superiori. Uno dei due animali si calava nell’altro dispositivo e potevano giocare insieme, o addirittura procreare un’altra bestiolina.

Il Tamagotchi era trasportabile ovunque e non si poteva mai spegnere. Esisteva giusto l’opzione per metterlo in pausa.

Attenzioni continue, pena la morte!

Il Tamagotchi doveva ricevere tutte le attenzioni e le cure per crescere e vivere dignitosamente, di continuo, pena la sua morte. E moriva davvero: volava via con delle ali da angelo.

Era sì possibile fare schiudere un nuovo uovo di Tamagotchi riavviando il dispositivo, ma sopportare l’idea di aver causato la morte del cucciolo, con la propria noncuranza, era, almeno per i più sensibili, un brutto colpo!

Ragazzini iper-connessi o iper-responsabili?

È innegabile come il Tamagotchi sia stato un’anticipazione di un fenomeno molto diffuso oggigiorno: l’impossibilità di uscire di casa senza avere con sé il proprio oggetto elettronico, a cui rivolgere costanti attenzioni.

La differenza del Tamagotchi era che induceva i ragazzini a prendersi cura di qualcosa e assumersene la completa responsabilità. Che fosse un piacere o un’incombenza era un aspetto puramente soggettivo.

Eppure, è stata proprio questa peculiarità del gioco a provocare situazioni controverse e scandali, che sono sfociati nella sua graduale impopolarità e nel rischio della fuoriuscita dal mercato, almeno per ciò che concerne il territorio italiano.

Cronache italiane controverse: sequestrate quel pulcino, è un giocattolo incubo

Così recita il titolo di un articolo pubblicato nel 1997, in cui si diceva che la procura di Roma richiedeva di sequestrare il Tamagotchi su tutto il territorio nazionale.

Si parlava di “orrore ludico” e si sottolineavano “i danni psichici” per i minori che utilizzavano il Tamagotchi. Nello stesso anno, un’altra notizia parlava di “portachiavi a cristalli liquidi con tre infernali pulsantini che danno impulsi vitali a un bipede virtuale che cerca amore cure e conforto”, ovvero il Tamagotchi.

Una ragazza quindicenne sarebbe svenuta proprio a causa della morte improvvisa del suo animaletto virtuale. La proprietaria del Tamagotchi stava attraversando un periodo un po’ stressante, ma associare lo svenimento alla morte del suo “cucciolo” si inseriva molto bene nelle polemiche allora in atto.

Alcuni psicologi parlavano infatti degli effetti deleteri che il gioco avrebbe potuto avere soprattutto sui ragazzi con personalità più fragili.

Attenzione al nuovo Tamagotchi

Con il secondo lancio del Tamagotchi in Italia, nel 2007, la situazione sembrava un pochino differente. L’animaletto virtuale spopolava tra i bambini della generazione z e le opinioni in merito al suo utilizzo erano sempre controverse: c’era però una maggiore apertura verso i lati costruttivi del gioco.

…se utilizzato in maniera consapevole e sotto la guida del genitore, non va demonizzato, perché ha degli aspetti positivi che possono favorire la crescita.

Come scriveva la psicologa e psicoterapeuta Arianna Nardulli, il Tamagotchi poteva essere utile per dare sfogo all’aggressività, insegnare il senso della responsabilità e la condivisione. Ovviamente era necessario essere consapevoli anche dei suoi aspetti negativi, quali la dipendenza che poteva creare, l’isolamento e il rapporto con la tematica complessa della morte.

Il Tamagotchi non ha mai smesso di esistere

Tra entusiasmo, critiche e opinioni contrastanti il piccolo animale virtuale non ha mai smesso di esistere e di essere distribuito, sia in Italia, sia soprattutto in Giappone, il suo paese d’origine.

Il Tamagotchi, infatti, era stato inventato nel 1995 dal giapponese Akihiro Yokoi. L’origine del nome è infatti legata ai termini tamago, uovo in giapponese e watch, orologio. Era stato sviluppato e distribuito dall’azienda Bandai in Giappone nel 1996 e in tutto il mondo dal 1997.

Aveva riscosso immediatamente un enorme successo internazionale e la sua produzione, da quel momento, non si è mai interrotta. Mentre in Italia è diventato via via meno popolare, in Giappone è diffuso e acclamato fin dai tempi del suo primo lancio.

L’evoluzione del gioco

In Giappone sono stati prodotti modelli via via più evoluti, videogiochi a tema, la sua rivisitazione sotto forma di app, il Tamagotchi On nel 2019 e il Pix, attualmente in commercio.

Questi ultimi riprendono l’antenato nella forma, con grafiche aggiornate e a colori, possibilità di collegarsi ad appgiochi virtuale con utenti da tutto il mondo e addirittura una fotocamera per scattarsi fotografie. Da quest’anno esistono poi edizioni nuove a tema come Star Wars Tamagotchi, Hello Kitty Tamagotchi, Evangelion Tamagotchi e molti altri.

In rete esistono moltissime community, tutt’ora attive, dedicate al Tamagotchi. Sul sito ufficiale si trova ad esempio il Tama Blog, uno spazio dedicato a consigli di gioco ed eventi online.

25 anni di Tamagotchi

Proprio a novembre 2021 Tamagotchi compie 25 anni e per celebrare questo traguardo Bandai ha messo in commercio delle edizioni limitate del prodotto e dei modelli nuovi del gioco. La novità assoluta è il Tamagotchi Smartwatch!  

 

È chiaro come il Tamagotchi sia riuscito a scavallare le prime tecnologie del nuovo millennio, rimanendo al passo con la continua innovazione ed evolvendosi in direzioni sempre nuove e in linea con il progresso tecnologico.

Silvia Merciadri

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