Tanto rumore per un orgasmo?!

Bettina Rheims, Just Like a Woman, 2015
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Bettina Rheims, Just Like a Woman, 2015
Bettina Rheims, Just Like a Woman, 2015

Il  sesso e nello specifico l’orgasmo sono situazioni, esperienze che riguardano esclusivamente chi le vive. Nessuno può entrare in camera da letto o in macchina o sotto le coperte e giudicare o criticare modi e tempi. Ogni coppia ha una sintonia nota solo a chi la crea, ogni coppia ha una sua modalità di incontro, di scambio e di godimento, ed ogni coppia ha il suo orgasmo.

L’ampio e complesso mondo della sessualità, è un tema che mi sta a cuore, che mi interessa e mi coinvolge perché credo che in tutto ciò che riguarda la sessualità e il modo di viverla, ogni persona si rivela a se stessa e all’altro, all’altra, nella sua nudità, nella sua verità, nella sua reale condizione. Per questo, secondo me, il sesso è una delle due situazioni in cui non si può fingere, non si può reprimere né enfatizzare ciò che è emozione, ciò che è trasporto, ciò che è estasi. E quando questo accade, come dimostrano i risultati di una ricerca di cui parlerò, vuol dire che non è chiara la profonda essenza del rapporto sessuale: il sesso non è una prova di dimostrazione e non è una verifica di quelle che sono le capacità erotiche di una persona, il sesso è tra le esperienze più spontanee e più libere che si possano vivere. Esso non deve comportare frustrazioni o l’obbligo di far sapere all’altro che è stato bello. E in modo particolare l’orgasmo non è un merito, non è un atto di riconoscimento, non è un dovere: se non lo si vive, non si deve fingere di farlo.

I risultati della ricerca effettuata dai due studiosi Gayle Brewer della University of Central Lancashire e Colin Hendrie della University of Leed (e pubblicati sulla rivista Archives of Sexual Behavior), però testimoniano una realtà che si differenzia da questa mia idea; sono state coinvolte 71 donne tra i 18 e i 48 anni a cui è stato somministrato un questionario: “il 66% delle intervistate ha ammesso di emettere gemiti durante l’atto solo per eccitare il partner e l’87% lo fa per aumentare l’autostima del compagno“, e in molti casi le donne ricorrono ai vocalizzi per nascondere il senso di disagio che stanno provando.

E tutta questa fatica, per cosa? Per gratificare lui?? Tanto rumore per un orgasmo, oltretutto finto e sofferto?? Mi vien da pensare che quei lamenti siano solo la voce della speranza che tutto finisca al più presto perché quando non v’è il benessere non può esserci godimento.

Durante il rapporto sessuale, tutto è comunicazione: anche il silenzio, l’allontanamento, le pause; e tutto ha un suo significato. Ma se si lanciano i messaggi sbagliati, o meglio falsi, il partner non saprà mai del disagio che si sta vivendo e crederà di fare tutto nel modo giusto. Il sesso è sesso perché si condivide con qualcuno e per favore: che almeno durante il sesso ci sia la parità tra chi lo vive. Scendendo dal letto non si va a ritirare alcun premio. Anzi, il riscontro più reale e leale verrà proprio da chi avrete, o meno, saputo capire.

E poi, donne, chi ve lo fa fare a fingere per convincere il vostro compagno di essere stato bravo? Se questo è il suo unico obiettivo, lasciate fingere a lui: c’è chi lo sa fare benissimo mentre racconta le sue avventure sessuali agli amici.

 

(FONTE RICERCA:   http://www.huffingtonpost.it/2016/11/17/sesso-rumore-rapporto-sessuale_n_13039202.html)

Deborah Biasco

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