Targhe commemorative di Falcone, Borsellino e Matteotti distrutte

Distrutte in provincia di Salerno le targhe commemorative di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A Roma, violata la targa del socialista Giacomo Matteotti.

targhe-commemorative-distrutte
Fonte: tgcom24

Giovedì “nero” per le vittime della mafia e del Fascismo. Nella stessa giornata sono state distrutte le targhe commemorative di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in provincia di Salerno, mentre a Roma, stessa sorte è toccata alla targa commemorativa di Giacomo Matteotti.

Le targhe di Falcone e Borsellino insieme a quelle di Giuseppe Fava si trovavano nel giardino della memoria di Castel San Giorgio, in provincia di Salerno. Sono state divelte dagli alberi dove erano affisse e gettate nella vegetazione. Inoltre era presente anche una targa dedicata a Rosario Livatino, conosciuto come il “giudice bambino”, in quanto ucciso dalla mafia in giovane età. La targa non è stata trovata a differenza delle altre.

Il Giardino della Memoria di Castel S. Giorgio è stato inaugurato lo scorso novembre e conteneva 18 targhe commemorative. Il giardino è gestito dall’Istituto scolastico Profagri in collaborazione con l’associazione Libera “Marcello Torre”. E’ stata sporta denuncia contro ignoti e ora sono in corso le indagini dei carabinieri. Libera “non si lascerà intimidire in alcun modo e ricollocherà immediatamente le targhe laddove erano state sistemate“. Secondo il referente di Presidio, Giuseppe De Caro: “si tratta di un gesto ignobile. Non ci lasceremo intimorire. Lo dobbiamo a Giovanni, Paolo, Rosario e Pippo. Alla loro memoria violata. Lo dobbiamo a noi stessi. Nessuno riuscirà a rubarci il futuro“. (Fonte: ansa.it)

La stessa sorte è capitata alla targa commemorativa di Giacomo Matteotti a Roma. Il socialista, rapito e ucciso dai fascisti, ha subito un ulteriore affronto alla sua memoria. La targa infatti è stata estirpata dal suolo in cui si trovava e distrutta. La denuncia alla polizia è avvenuta intorno alle 11 di questa mattina e sono in corso le indagini da parte del commissariato Villa Glori.

Laura Maiellaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *