Milano: un murale per dar voce ai richiedenti asilo

Un messaggio di pace e solidarietá

Un murale lungo 100 metri é stato realizzato dai richiedenti asilo nel centro di accoglienza di via Corelli a Milano.

Fonte: catt.ch

I richiedenti asilo del Centro di Accoglienza Straordinaria di via Corelli a Milano hanno realizzato un murale lungo 100 metri.

Bandiere, simboli di pace e tanti colori per chiedere di essere ascoltati. Si é così colorato il muro esterno del centro che ospita i richiedenti asilo.

Il centro

Il CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) in via Corelli a Milano, nell’ex caserma Mancini, é stato aperto nel 2016.
La struttura é predisposta per accogliere coloro che hanno bisogno di assistenza e supporto una volta arrivati sulle nostre coste ed aver ricevuto i primi aiuti dalla Croce Rossa.
Vitto, alloggio, luoghi per attività ricreative, ludoteca per i piccoli ospiti, ambulatorio medico, psicologo e assistente sociale sono solo alcuni dei tanti servizi che vengono offerti.
Infatti, chi ne ha bisogno trova anche assistenza sanitaria e psicologica, supporto legale e corsi di lingua italiana fondamentali per potersi poi integrare una volta ottenuto l’asilo politico.
I richiedenti asilo rimangono nel CAS sino all’esito della loro richiesta, che in caso di esito negativo gli fa perdere la possibilità di stare nel centro.
Il progetto
PRATICAMENTE UN MONDIALE
100 metri di muro
90 litri di colore
80 ragazzi coinvolti
18 nazionalità
17 lingue (9 sul muro)
10 giorni di lavoro
1 solo messaggio
BENVENUTI
Con queste parole l’artista Simone Rossoni, in arte Vermi di Rouge, descrive la sua opera.
 Un progetto che hanno realizzato lavorando tutti insieme per due settimane.
La preoccupazione maggiore per queste persone é di vedersi negare la richiesta di asilo politico e ritrovarsi così in mezzo alla strada. Infatti, in questo caso il centro si troverà con le mani legate e non potrà più ospitarli. 
Hanno così deciso di prendere in mano vernice e pennelli per colorare il muro esterno della struttura dove attualmente vivono.
Un modo pacifico per lanciare un messaggio e far capire che loro ci sono e che quella é ormai la loro casa e non vogliono andarsene.
Speriamo il loro lavoro possa essere visto da più persone possibile.
                                                                                                                                        Valentina Bruzzo

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