Cristiano Ronaldo: le tasse che non pagherà all’Italia

Fonte: calcioefinanza.it

La notizia della cessione di Cristiano Ronaldo alla Juventus, è stata subito motivo di grande entusiasmo per tutti i tifosi bianconeri. Nonostante il Report Calcio 2018 della Figc abbia evidenziato una situazione economica della società non positiva, con bilanci in perdita e accumulo di passivi, è riuscita ad accalappiarsi Ronaldo, rendendolo il calciatore più pagato di sempre della Juventus. Sorge dunque spontaneo chiedersi come possa fare un’azienda in perdita a rientrare di un investimento del genere.

Cristiano Ronaldo tasse
Fonte: goal.com

Innanzitutto, la Juventus è quotata in borsa e con questa mossa riceverà sicuramente benefici economici grazie alla finanza, ma non solo. Il portoghese si potrebbe idealmente paragonare al bene con cui la società sportiva in questione, realizzerà la maggior parte del suo fatturato: effettivamente Ronaldo inciderà non poco sulla vendita dei biglietti (sono già più di mille i tifosi che si sono attivati per rinnovare il loro abbonamento), delle magliette (al momento ne vengono stampate cinque ogni dieci minuti nello store dello Juventus Stadium: pare che i tifosi bianconeri vogliano a tutti i costi la nuova maglia bianconera di Cristiano Ronaldo, e alcuni dovranno perfino attendere), facendo inoltre aumentare sicuramente gli accordi di sponsorizzazione. D’altronde, bisogna ricordare che Cristiano Ronaldo non è da considerare solo un calciatore, bensì una vera e propria celebrità, con milioni di seguaci sui social network. Tuttavia, è facile immaginare che per la società sportiva il guadagno vi sarà certamente.

Eppure, non sarà soltanto la Juventus ad avere un tornaconto da questa situazione, in quanto per Cristiano Ronaldo l’Italia potrebbe dimostrarsi un vero e proprio affare in quanto a tassazione. Infatti, la legge di stabilità del 2017 aveva introdotto una normativa fiscale che indubbiamente favorirà il calciatore portoghese: grazie ad essa, chi si trasferisce in Italia o che comunque negli ultimi 9-10 anni non ha avuto la residenza fiscale nel nostro Paese, può scegliere il regime sostitutivo per i guadagni conseguiti all’estero. Tanto è vero che al calciatore spetterà il pagamento di una cifra forfettaria equivalente a soli 100mila euro, certo una bella cifra, ma non se si considerano i 54 milioni di guadagno. Sicuramente si tratta di una cifra decisamente inferiore a quella che avrebbe pagato in altri Paesi come ad esempio la Spagna, dove non per niente ha già avuto notevoli problemi, dovendo pagare quasi 19 milioni di euro di multa per evasione fiscale, oltre che esser stato condannato anche a due anni di carcere.




Insomma, con questo provvedimento l’Italia potrebbe davvero diventare il “paradiso fiscale” per molti sportivi.

Roberta Rosaci

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