Teer Art Fair prende il via al Charsu Cineplex di Tehran nonostante le sanzioni e le crescenti tensioni con gli Stati Uniti

La seconda edizione di Teer Art Fair mira a promuovere la scena artistica iraniana in un momento in cui le vendite internazionali diventano sempre più difficili per le gallerie del paese.

Azadi Tower, Tehran, Iran. Photo by Alireza Heydarifard on Unsplash
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E’ stata inaugurata lo scorso 24 giugno, a Charsu Cineplex di Tehran, la seconda edizione della Teer Art Fair. Una mostra d’arte cofondata dalla Dastan Basement Gallery e dalla Asar Gallery.

La Teer Art Fair è stata aperta – con quasi il doppio del numero di espositori dello scorso anno – nonostante la crescente  tensione tra Iran e Stati Uniti. Infatti, da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che il paese si ritirerà dal controverso accordo internazionale sul nucleare, la sua amministrazione ha imposto, contro la Repubblica islmaica, le più severe sanzioni contro la Repubblica islamica.

La seconda edizione della Teer Art Fair è in corso a Tehran fino al 28 giugno, presenta 19 gallerie d’arte iraniana, nove in più rispetto al suo anno inaugurale. E’ un’iniziativa del settore privato per promuovere l’arte iraniana moderna e contemporanea attraverso due eventi simultanei e gemelli:  Teer Art Fair e Teer Art week .

Due volte all’anno, Teer Art Fair crea uno spazio che collega gallerie locali, collezionisti d’arte, curatori, artisti, professionisti del settore e visitatori di ogni livello. Dagli artisti emergenti ai maestri moderni affermati, dalle installazioni urbane ai panel, dalle visite in studio e ai tour pubblici ai programmi VIP.

Teer Art Fair offre una visione completa del mondo in rapida evoluzione dell’arte contemporanea iraniana. Si propone di mostrare le più innovative gallerie d’arte contemporanea e moderna dell’Iran, comprendendo una vasta gamma di pratiche d’arte contemporanea. I collezionisti esperti e gli appassionati hanno la possibilità vedere una vasta selezione di gallerie iraniane in un’unica esposizione.

La fiera nasce da un’idea di Hormoz Hematian, fondatore della Dastan Gallery. Insieme al sostegno del collega gallerista Assar Maryam Majd, condirettore di Assar Art Gallery, veterana della scena artistica contemporanea locale.

Insieme, riconoscendo le potenzialità di una fiera d’arte in un paese noto per le sue ricche tradizioni culturali hanno proposto l’idea ad una manciata di gallerie. Valutandone la fattibilità. La prima edizione si è svolta a giugno 2018, seguita, un paio di mesi dopo, dalla Teer Art week .

Teer Art Week

Teer Art Week è un evento della durata di una settimana che si svolge sempre a Tehran. Include esposizioni, installazioni d’arte urbana, conferenze, visite in studio e visite pubbliche.

Una nuova iniziativa che offre ai visitatori locali e internazionali la possibilità di scoprire e conoscere le pratiche d’arte contemporanea iraniana. Scoprire nuovi spazi, interagire con artisti locali e godersi la città attraverso un percorso artistico curatissimo.

Per anni, la scena artistica iraniana è stata pioniere in Medio Oriente. Ora le sanzioni statunitensi attacca duramente i suoi artisti

Accessi incalcolabili, incubi logistici, scarsi materiali artistici: ecco com’è la vita per gli artisti che vivono in Iran sotto schiaccianti sanzioni. A seguito di esse, gli artisti iraniani, compreso galleristi e collezionisti, devono attraversare un complesso labirinto di transazioni globali per ricevere denaro per la loro arte.

Il drammatico declino della valuta iraniana ha reso i prezzi dell’arte iraniana molto più bassi sul mercato internazionale. La valuta iraniana ha perso il 70% del suo valore rispetto al dollaro in un anno.

Ma la lotta è con i trasferimenti di valuta, già difficili prima delle nuove sanzioni e ora sono a dir poco da incubo. A ciò si aggiungono le norme sulle esportazioni, anch’esse più severe. Quindi l’Iran non è più in grado di comprare dollari americani, commerciare oro, alluminio, acciaio o la propria valuta (il Rial).

Inoltre, molte compagnie europee, britanniche e internazionali si stanno ritirando dall’Iran per cautelarsi dalle sanzioni statunitensi. Di conseguenza, l’economia del paese è crollata e l’inflazione è salita alle stelle.




Così come anche le vendite internazionali risultano sempre più difficili, per i rivenditori iraniani. Sebbene l’arte, che è classificata come “materiale informativo”, sia tecnicamente esente da sanzioni, la situazione pone grandi ostacoli agli artisti e alle gallerie del paese. Ma quelli attivi nella scena artistica iraniana fanno di tutto per mantenere il flusso di arte e idee in movimento.

Dalle sanzioni proviene anche un impatto personale e meno pratico, ma non meno insidioso, sugli artisti iraniani: l’isolamento. Tuttavia, contro ogni probabilità, la scena artistica iraniana continua a mostrare una notevole capacità di recupero.

 

Felicia Bruscino

 

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