Televisione e Covid19: il nuovo capitolo di storia di un medium spaventoso

L’apparecchio che spaventò il mondo: che legame c’è tra società, televisione e Covid19?

Come accadde anche per le prime proiezioni cinematografiche, il primo televisore (distribuito in Gran Bretagna e Stati Uniti dal 1934 e in Italia dal 1936) fu visto come una “diavoleria”. Quando la tecnologia e la mentalità non erano assolutamente come oggi, l’apparecchio televisivo spaventò la maggior parte della popolazione. Solo nel primo Dopoguerra, il televisore diventò la “scatola magica” che ogni abitazione doveva possedere.

Come mai? Forse perchè questo strano apparecchio, dalla sua invenzione ad oggi, ha sempre trovato una particolare collocazione in moltissimi periodi di transizione che il mondo ha dovuto attraversare. Lo scopo è tralasciare, per un attimo, l’aspetto tecnologico di questo medium, per focalizzarsi sull’impatto culturale e su come la televisione sia cambiata in concomitanza con alcuni eventi  storici di interesse mondiale. Ci sarebbero chiaramente innumerevoli esempi da poter citare, ma quelli scelti sono tra i più significativi: il Dopo Guerra, il terrorismo, e l’attuale pandemia mondiale. Che legame c’è, quindi, tra società, televisione e Covid19?

L’evoluzione della televisione con il Primo Dopo Guerra

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Famiglia del primo Dopo Guerra guarda la TV

La riflessione può partire dalle parole di Aldo Grasso: “l’avvento della TV segna un confine temporale nella storia nazionale. Un prima e un dopo. Grazie alla TV l’Italia si trasforma rapidamente e inizia il suo faticoso processo di modernizzazione”. L’iniziale processo di modernizzazione della televisione avviene con il Primo Dopoguerra. I primi apparecchi televisivi erano in circolazione già da un paio di decenni con una piccola gamma di trasmissioni (ad oggi semi-sconosciute).

Ma bisognerà aspettare gli anni ’50 per vedere l’effettiva collocazione delle TV nelle abitazioni e il lancio di quei programmi che hanno segnato la storia (nel caso italiano: Carosello, Musichiere, Lascia o Raddoppia,…). La televisione vide in quest’epoca la sua evoluzione in quanto essa rappresentava il benessere, ovvero la cosa più ricercata alla fine della II Guerra Mondiale. A tal proposito, con il primo Dopo Guerra scoppia il consumismo. È proprio in questo frangente che la televisione si evolve iniziando a fornire i modelli sociali del consumo. Fa conoscere le marche, i prodotti e spiega come usarli.

Il terzo millennio e la spettacolarizzazione del disastro

Un altro processo evolutivo significativo della televisione corrisponde ad un evento storico che ha suscitato l’interesse mondiale. Il terzo millennio è stato accolto con l’attacco terroristico dell’11 settembre al World Trade Center. Questo avvenimento, dal punto di vista televisivo, ha dato vita ad una nuova forma di spettacolarizzazione del disastro.

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L’attacco alle Torri Gemelle diventa immagine simbolo della nuova comunicazione di massa

Un nuovo tipo di diretta televisiva nasce con l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Infatti, la televisione degli anni precedenti rispondeva per lo più alla richiesta del pubblico di creare forme rituali rassicuranti. Con la diretta dello schianto del secondo aereo sulle Torri Gemelle, la ritualità si rompe, e nasce la rappresentazione dell’inaspettato e la teoria di “evento televisivo puro”.

Teoria elaborata dal sociologo Jean Baudrillard: “l’11 settembre è l’evento autentico che si contrappone alla logica televisiva quotidiana, rassicurante e al contempo suggestiva per la presenza di tanti pseudo-eventi o fake events (quali colpi di scena, gaffe, oscenità….) che sono pur sempre programmati e gestiti”. A tal proposito, un dettaglio che rappresentò una novità, fu quello di mostrare in loop le immagini del disastro. Da quel momento, il disastro si trasforma in spettacolo televisivo.

Televisione e Covid-19: spettacoli senza pubblico e show a distanza

La scelta dei due avvenimenti precedenti è data dal fatto che essi hanno in quale modo segnato la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Oggi, la pandemia di Covid19 pare voler mettere anch’essa la parola fine ad un’epoca dove tutto si dava per scontato e l’inizio di un nuovo capitolo dove, forse, la sanità e il rispetto delle regole verranno presi più in considerazione. In questo contesto, come si può collocare la televisione? È evidente che l’intrattenimento si sia ancora una volta trasformato in relazione a questo avvenimento storico. Infatti, per la prima volta si è assistito alla premiazione del David Di Donatello in diretta Skype, o ancora l’Eurovision Song Contest è stato sostituito da Europe Shine a Light, con l’esibizione del rappresentante italiano, Antonio Diodato, in una Arena di Verona deserta.

La TV in diretta Instagram ai tempi del Covid19

Tutti sanno che, a causa del Coronavirus, molti programmi tv si sono svolti in uno studio occupato solamente dal conduttore o dalla conduttrice e dai tecnici, in assenza totale di pubblico o quasi, e in altri casi il lockdown ha causato la sospensione di alcune trasmissioni televisive. Ma i loro produttori non si sono dati per vinti, ideando versioni social dei loro programmi o interviste in diretta Instagram. Basti pensare a Pronto Detto Fatto, ideato da Bianca Guaccero, o alle interviste in diretta Instagram di Simona Ventura, intitolate All’avventura.

Il successo che hanno riscosso contribuirà certamente a scrivere un nuovo capitolo di storia televisiva. Pertanto, si può concludere con la condivisione del pensiero del giornalista e conduttore televisivo Maurizio Costanzo. Egli afferma:

Tra un paio d’anni si ricorderà la tv di oggi per i collegamenti via Skype e con i telefonini […] il faccione in primo piano sarà un tratto distintivo.

Silvia Zingale

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