Perdere tempo significa recuperare tempo per sé

fonte: www.paginemediche.it
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Perdere tempo è proficuo per la mente. Non far nulla è già fare qualcosa

pendolare
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Stanchi quando già i vostri piedi toccano il pavimento? Il tempo è il vostro principale nemico? State pensando di fuggire a Bora Bora, piantando in asso persino il cane? Proposito affascinante ma poco pragmatico forse (a meno che il vostro cane non si ambienti benissimo in quel di Bora Bora). Anziché lasciarvi andare ai piagnistei post moderni, fatti di corse frenetiche e caos ultratecnologico, perché non approcciate la questione da un’altra prospettiva? Basta con la smania di controllare tutto (e tutti), all’insegna di un logorante perfezionismo!

Il tempo che ci sfugge di mano, i mille impegni, la corsa per portarli a termine tutti e bene, fanno sì che la sensazione di “non essere lì”, totalmente presenti, sia costante. Sembra cosa da nulla, eppure questa sgradevole sensazione lavora in silenzio, logorando e facendoci sentire stremati a fine giornata. E’ un solo pensiero, “non ho tempo!”, ciò che davvero ci strema.

Allora, onde evitare serie ripercussioni sulla nostra mente, occorre rivalutare la lista delle priorità, dire qualche no ogni tanto e soprattutto sviluppare la capacità di essere completamente “dentro” l’azione che stiamo svolgendo. No, non è paradossale: lo stress va via quando ci perdiamo completamente in ciò che stiamo facendo. Qualsiasi cosa si faccia, dalla più impegnativa alla più meccanica e banale, non allontanare la mente dal “qui e ora” elimina quell’ansia che ci assale ogni volta che siamo sommersi da impegni e pensiamo che non ce la faremo mai a far tutto. E non giova neanche pensare a qualcosa di bello, magari alle ferie! La piacevolezza che ne scaturirebbe, finirebbe anche lei col generare frustrazione, lontana com’è dal momento presente.

Se proprio questo esercizio mentale non vi riesce, potreste saggiare la vita del pendolare! No, non è uno scherzo. Abbandonate l’immagine mentale che subito si associa al pendolare, le sue occhiaie e l’aria sonnolenta. Secondo una ricerca sostenuta da Australian Research Council e Australian National University, per il progetto CommutingLife, essere pendolari fa bene alla salute. Lo studio ha preso in esame lo stato d’animo di 53 lavoratori pendolari, diversi per età e tipologia di lavoro, di cui alcuni costretti a lunghi spostamenti.

Ciò che è venuto fuori da questa ricerca è che sì, la vita del pendolare è davvero stressante, ma è altrettanto vero che i pendolari sfruttano il tempo dello spostamento per attività creative. Ecco, paradossalmente un pendolare riesce ragionevolmente ad avere una fetta di tempo per sé stesso e, una volta a casa, riuscire a vivere con più serenità gli spazi di casa propria. Il tragitto casa lavoro diventa così tempo utile per pensare o – perché no? – per sognare; chiamare un amico o un familiare che non si ha mai il tempo di sentire; leggere un buon libro o ascoltare ottima musica.

Insomma, a Bora Bora andateci pure, in vacanza e con il cane. Magari senza ansia e con la certezza che, quasi sempre, perdere tempo equivale a sfruttare tempo.

Alessandra Maria

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