Una Terra piena di diamanti, ma irraggiungibili

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Apprendiamo dal sito del prestigioso Massachusetts Institute of Technology la notizia di uno studio condotto da un team di ricercatori propri e di altre università e pubblicato su Geochemistry, Geophysics, Geosystems che stravolge la credenza sulla rarità dell’elemento diamante, in realtà secondo lo studio viviamo in una Terra piena di diamanti, solo che sono tanto in profondità da essere irraggiungibili.
Da dove era partito lo studio e come si è svolto?
Innanzitutto voi direte ma come fanno gli scienziati a dedurre la composizione degli strati profondi della Terra? Usano i dati dei sismografi di tutto il mondo, le onde sismiche si propagano con velocità diversa a seconda del tipo di terreno che attraversano. I dati di decenni di rilevazioni presentavano un quesito insoluto, quando le onde sismiche passavano per le radici di antichi cratoni si osservava un’accelerazione.
Cratone chi era costui? Se non avete cognizioni di geologia vi chiederete cosa siano i cratoni, sono la parte più stabile della crosta terrestre, si trovano al centro delle placche continentali, lontano quindi dai turbolenti bordi ed infatti sono praticamente esenti da terremoti. Si è scoperto che questi cratoni hanno la forma di montagne rovesciate, la parte più profonda e più stretta è chiamata radice.



Dal momento che la composizione dei cratoni è meno densa del terreno circostante ci si aspettava una leggera accelerazione delle onde, invece l’accelerazione è importante.
Fin qui il mistero generato dai dati sismologici. Cosa hanno fatto i ricercatori? Hanno cominciato a fare prove in laboratorio per costruire dei modelli che dessero quel risultato, computer per i modelli e prove su vari tipi di materiali, come onde hanno usato quelle sonore perché le onde sismiche e quelle acustiche sono molto simili, si tratta di onde meccaniche che si propagano attraverso un mezzo (onde elastiche).
Tra tutti i modelli quello che ha dato i risultati più concordanti con le onde sismologiche è quello che ipotizza una composizione del terreno che vede fino a un 3% di diamanti, una maggioranza di periditotite (la roccia più comune nel mantello superiore) e una percentuale minore di eclogite (che per la maggior parte si forma da crosta oceanica subdotta), uno scenario alternativo che non prevedesse i diamanti richiederebbe un 50% di eclogite, ma secondo gli scienziati non è credibile, ipotizzano invece una composizione delle zone di queste radici cratoniche che vede un 2% di diamanti, un 20% di eclogite e il resto di periditotite. Sapete a quanto equivale un 2%? Qui devo sottolineare che l’articolo del MIT se l’aritmetica non è un’opinione ha commesso un refuso, trovate infatti un quadrillione (pari secondo l’articolo a 1016) di tonnellate, in realtà un quadrillione secondo il sistema anglosassone è pari a 1015 cioè un milione di miliardi, ovviamente 1016 sarebbe pari a 10 milioni di miliardi, ma tutti i siti di divulgazione in lingua inglese hanno semplicemente copiato il refuso. Peggio ha fatto un notissimo divulgatore italiano che ha sparato dal nulla un miliardo di miliardi (che sarebbe 1018) che non si capisce da dove gli sia uscito, ma una svista può capitare a tutti.



Comunque che siano un milione di miliardi di tonnellate di diamanti o 10 milioni di miliardi, la Terra sarebbe piena di zeppa di diamanti, ma parliamo di profondità tra i 120 e i 150 km, siamo oltre la crosta terrestre, nella parte superiore del mantello,  considerato che la più profonda perforazione effettuata dall’uomo è attorno ai 12km si vede che siamo lontanissimi. Di quelle profondità possiamo apprendere qualcosa, oltre che con il succitato metodo delle analisi della propagazione delle onde sismiche, solo tramite quello che arriva in superficie con le eruzioni, figuriamoci se potremmo raggiungere questi diamanti.

Roberto Todini

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