Terrore Nucleare: Corea del Nord come la crisi dei missili a Cuba

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La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile balistico, provocando un brivido di paura al Giappone e alla Corea del Sud. Il missile è partito dalla stazione di Pyeongannam-do, sabato 29 aprile. Esso è stato spedito in direzione nord est, verso il Mare del Giappone, alle mezzanotte delle ore italiane. Il terrore nucleare è nell’aria e Kim yong-un, dittatore nord coreano, gioca proprio su questo punto.

Il test è fallito e il razzo del tipo Kn-17, a medio raggio, è esploso in volo pochi minuti dopo. Il comando USA del Pacifico ha tranquillizzato gli animi, riguardo alla possibile minaccia rappresentata dal missile per il Nord America. Tuttavia, il leader Kim yong-un dimostra di avere tutta l’intenzione di tener testa a Washington e di continuare con il suo programma missilistico.

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerton ha avvertito sulla pericolosità del leader nord coreano. Inoltre, ha affermato quanto il Giappone e la Corea del Sud siano in questo momento vulnerabili.

La minaccia di un attacco nucleare a Seul o a Tokyo è reale ed è solo questione di tempo prima che la Corea del Nord sviluppi la capacità di colpire la terraferma americana.

Così ha detto Rex Tillerton.

Donald Trump sta provvedendo per far aderire la Cina alla coalizione internazionale. Egli, infatti, ha confermato quanto il lancio missilistico della Corea del Nord abbia imbarazzato Pechino.

Il terrore nucleare: una guerra senza precedenti

L’avvento di una guerra, con l’utilizzo di armi nucleari, sarebbe senza dubbio più distruttiva delle due guerre precedenti.

Donald Trump ha installato difese antimissili contro la Corea del Nord, all’interno della Corea del Sud. A suo tempo lo ha fatto il Presidente Kennedy nella crisi missilistica cubana del 1962 e il Presidente Reagan negli anni Ottanta, durante la Guerra Fredda. I sud coreani ora hanno le elezioni e il nuovo governo, dopo il 9 maggio, potrebbe essere non tanto risoluto come lo è stato il precedente.

Donald Trump ha inviato anche un sottomarino nucleare, e il vettore aereo USS Carl Vinson alle acque coreane. La Corea del Nord, la scorsa settimana, ha condotto esercitazioni missilistiche su larga scala, sul litorale orientale. Fortunatamente, i vari test nucleari non hanno portato successi finora. Il 16 aprile, la Corea del Nord ha sparato un missile, il giorno successivo alla loro parata militare. Kim ha voluto mostrare al mondo il suo arsenale missilistico in espansione. Ma, Moon Seong Mook, analista della Corea del Sud ed ex ufficiale militare sostiene che la Corea del Nord avrebbe acquisito conoscenze preziose anche dai lanci falliti.

Le schermaglie tra gli Stati Uniti, Corea del Nord e Corea del Sud, potrebbero portare a una catastrofe senza precedenti. In quell’angolo del mondo s’incontrano le forze militari più grandi e potenti del pianeta. Gli Stati Uniti e la Russia, la quale da molto tempo non è più il sostegno ideologico ed economico della Repubblica popolare democratica della Corea. La Cina, che è intimamente preoccupata di castigare ulteriormente la Corea del Nord con le sanzioni previste dagli Stati Uniti. C’è anche la Corea del Sud in crescita e la Corea del Nord, la quale è riuscita a sviluppare ogni genere di tecnologia nucleare e missilistica.

Non promette bene il fatto che Kim avrebbe minacciato di affondare le navi statunitensi. Questo non fa che aumentare negli stati vicini un fremito a causa del terrore nucleare che ne conseguirebbe.

Verso una strategia diplomatica diversa?

Donald Trump, lunedì, ha dichiarato, durante il suo incontro con i leader internazionali, di poter incontrare il dittatore Kim yong-un. Egli ha affermato che questo ipotetico incontro si sarebbe potuto avverare, solo nel caso in cui si fossero presentate le “circostanze giuste”.

Nessun presidente americano ha mai incontrato un leader nord coreano. Il nonno di Kim yong-un, Kim ll-Sung, aveva infatti impostato uno stato stalinista, dopo la guerra di Corea. Questa promessa d’incontro tra i due avviene in una situazione di tensione crescente tra Stati Uniti e Corea del Nord. Trump sostiene che potrebbe incontrare il dittatore nord coreano, solo se quest’ultimo riducesse il suo comportamento provocatorio.

Per ora l’amministrazione statunitense sta perseguendo una strategia più tradizionale e mirata a stringere la pressione economica sulla Corea del Nord, attraverso il suo storico alleato: la Cina. In più, la minaccia di un’azione militare statunitense non è ancora stata ritrattata.

Sta di fatto, che il regime di Kim, da quanto riporta Amnesty International, pare sia il più repressivo del mondo. Molte sono state le esecuzioni per volontà del dittatore nord coreano, anche all’interno della sua famiglia, colpevole di aver minacciato il suo potere. Nonostante Trump si dice “onorato” nell’incontrare Kim, quest’ultimo non ha espresso alcuna volontà nel far sì che il negoziato si realizzi.

L’escalation di tensione tra Kim e Trump sta lasciando con il fiato sospeso tutte le potenze internazionali, relegandole in un clima di terrore nucleare.

 

Tamara Ciocchetti

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