Terrorismo, migrante del Gambia arrestato a Napoli

Aveva anche richiesto l'asilo politico

Da quanto emerso, aveva pensato ad un attentato.

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Un migrante del Gambia è stato arrestato a Napoli. Ad emettere il mandato è stata la Procura della città partenopea, a svolgere le indagini sono stati carabinieri e polizia. La collaborazione tra le due forze dell’ordine è nata nell’ambito di un’operazione antiterrorismo.




Migrante del Gambia arrestato per terrorismo

Tali indagini hanno portato a risultati che facevano temere un possibile attentato da parte dell’immigrato, ora agli arresti. Si è anche scoperto che l’uomo aveva presentato richiesta per ottenere asilo politico in Italia, ma la sua richiesta era ancora in fase di valutazione.

Il migrante del Gambia arrestato è un ragazzo di soli 22 anni, si chiama Touray Alagie ed è stato preso dalla Digos e dai Ros mentre usciva dalla moschea di Licola. Ha ammesso il progetto di un attentato: si sarebbe dovuto lanciare sulla folla a bordo di un’automobile.




Il giuramento al capo dello Stato Islamico

Il ragazzo viveva in un centro di accoglienza a Pozzuoli; aveva registrato un video col suo cellulare in cui prestava giuramento ad Al Baghdadi, califfo a capo dello Stato Islamico, con le seguenti parole:

«Giuro fedeltà al califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2, e Allah è testimone di quello che dico».




Messaggi con istruzioni e preghiere

Aveva poi condiviso tale videoclip sull’app di messaggistica Telegram, attraverso cui altri militanti di Daesh gli avrebbero fornito indicazioni su come mettere in atto l’attentato.

Lo scambio di informazioni tra lui e gli altri militanti avveniva anche con messaggi audio,in cui chiedeva agli altri di “pregare per lui”, dal momento che stava svolgendo una “missione”. Tali messaggi sono stati inviati da una mensa di Licola durante i primi giorni di aprile. La sua stanza è stata perquisita e gli investigatori vi hanno trovato materiale definito “di grande interesse”. La Digos e i Ros stanno ora provvedendo a controllare i contatti che il migrante del Gambia aveva qui in Italia.

Carmen Morello

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