Terrorismo: una storia molto breve

La parola "terrorismo" fu usata per la prima volta al tempo della rivoluzione francese.

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La storia del terrorismo è una storia di individui, entità e incidenti noti e storicamente significativi associati, a torto o a ragione, con il terrorismo . Gli studiosi concordano sul fatto che il terrorismo è un termine controverso, e pochissimi tra quelli etichettati come terroristi si descrivono come tali.

È comune per gli oppositori in un conflitto violento descrivere l’altra parte come terroristi o come terrorismo praticante.

Cosa permette a qualcuno di essere etichettato come terrorista?

Recenti atti di violenza , come i pacchi bomba inviati ai critici americani anti-Trump, o le uccisioni di massa del misogino canadese “incel” Alek Minassian , dimostrano una diffusa riluttanza tra media, politici e autorità per etichettare alcuni. atti di violenza ideologicamente motivati ​​come “terrorismo”.

Tali esitazioni potrebbero dare l’impressione errata che il terrorismo sia riservato esclusivamente alla violenza politica anti-occidentale o islamista. Questa è una concezione sbagliata e pericolosa.

Non c’è dubbio che il terrorismo non sia né un islamista né un fenomeno nuovo o recente. Esso ha molte e diverse motivazioni ideologiche e una lunga storia. Si potrebbe persino affermare che il moderno terrorismo è un prodotto della modernità occidentale.

La maggior parte degli esperti probabilmente sarebbe d’accordo sul fatto che esso rappresenti  una tattica ideologicamente neutrale. Utilizzata per realizzare cambiamenti politici, in gioco fin dalla preistoria.

È neutrale, malgrado non necessariamente accettabile. In quanto è stato usato da militanti che abbracciano la maggior parte delle ideologie politiche – tranne il pacifismo – e da stati autoritari e liberali. Come la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti.

Benché non esista una definizione universalmente accettata, esiste un accordo sui suoi elementi principali: minaccia o uso di violenza. E’ motivato politicamente o ideologicamente.

La violenza viene usata per comunicare un messaggio di cambiamento politico e intimidazione verso individui o gruppi al di là delle sue immediate vittime. In breve, è meglio inteso come violenza usata come forma di comunicazione politica.

Sebbene il terrorismo moderno abbia seguito l’emergere della moderna politica di massa e dei mass media, la violenza del terrorismo è stata probabilmente usata come tattica politica da tempo immemorabile.

Gli ebrei zeloti e gli islamici assassini – i personaggi del titolo dei videogiochi di Assassin’s Creed – erano antichi terroristi. Hanno usato la violenza per comunicare messaggi di libertà dall’opposizione e resistenza alla sottomissione.

Dagli stati alle persone

Si inizia a parlare di terrorismo nel periodo del Terrore in Francia , subito dopo la rivoluzione francese del 1789. Fra il 1793 e il 1794. La frangia estrema del movimento rivoluzionario francese – con a capo Robespierre – prende il potere e instaura un regime radicale chiamato ‘Terrore’.

Lo stesso Robespierre  lo descrisse come una forma virtuosa di violenza. Basata sulla sistematica eliminazione degli avversari attraverso migliaia di processi sommari basati spesso su semplici sospetti.

È in Inghilterra, stato nemico della Francia, che, per la prima volta, il governo rivoluzionario francese viene accusato di terrorismo. In seguito alla caduta del regime rivoluzionario e l’esecuzione di Robespierre e dei suoi fedelissimi. l’Académie Française annota il termine terrorismo qualificandolo “sistema basato sul terrore”.

Chiaramente anche in Francia si fa riferimento a un governo dittatoriale che opera ferocemente contro i suoi stessi cittadini.

A parlare per la prima volta di una “strategia del terrore” sono i movimenti e le sette segrete che in Europa si attivano per creare nuovi Stati nazionali. (In Italia, in Polonia, nei Paesi Balcanici). Una strategia che permetterebbe alla minoranza politica (che costituisce, tuttavia, la maggioranza della popolazione) di poter combattere i regimi autoritari e oppressivi.

Tale strategia si pone come scopo quello di colpire bersagli militari o importanti personaggi politici. Tipo di azione politica e violenta che sarà ampiamente utilizzata in tutta Europa nella seconda metà dell’Ottocento.

Allo stesso tempo, il termine terrorismo si sposta verso Est. Nella Russia zarista il gruppo ‘Narodnaya Volya’ (volontà del popolo), fra 1878 e il 1881, fu il primo a auto-nominarsi orgogliosamente terrorista. Divulgando il termine in tutto l’Oriente slavo.

Va detto, però, che la stampa nazionale e internazionale difficilmente utilizzava il termine terrorismo, proprio per non dare in alcun modo dignità politica ai gruppi di rivoltosi. Così, i più grandi omicidi politici all’inizio del XX secolo vengono definiti “atti di follia criminale”. O, al massimo, di “fanatismo anarchico”.

Come si vede il terrorismo faceva ormai parte della pratica politica sia dell’estrema sinistra che dell’estrema destra, nazionalisti compresi. Dal punto di vista giuridico i reati commessi dai terroristi venivano considerati come “reati politici” e tali sono rimasti in quasi tutti i codici.

Prodotti della modernità occidentale

Fino alla metà del XIX secolo, il terrorismo fu associato al terrore di stato e al Regno del Terrore in Francia.

Ben presto cominciò ad essere associato anche a gruppi non governativi, come l’anarchismo. Spesso in combutta con il crescente nazionalismo , era l’ideologia più importante legata al terrorismo. Gli attacchi di vari gruppi anarchici hanno portato all’assassinio di uno zar russo e di un presidente degli Stati Uniti .

La nuova e violenta pratica politica fu presto istituzionalizzata con l’emergere di gruppi terroristici organizzati. Nel dopoguerra, a partire dagli anni ‘60 e ‘70, il terrorismo divenne pratica comune. Quando vari gruppi, di estrema destra o nazionalisti, indipendentisti e/o di estrema sinistra, cominciarono ad uccidere capi di stato e funzionari pubblici.

In quegli anni il termine terrorismo assunse una connotazione talmente negativa che nessun gruppo si è più definito “terrorista” e ogni accusa in tal senso viene ormai rispedita al mittente.

La lotta dei terroristi russi contro lo stato russo repressivo fu in qualche modo accettata e persino ammirata da diversi osservatori occidentali. Mark Twain, ad esempio, dichiarò: “se il governo russo non può essere rovesciato diversamente dalla dinamite, allora deve ringraziare Dio per la dinamite!

Nel XIX secolo vennero sviluppati potenti esplosivi, stabili e convenienti, l’integrazione globale raggiunse livelli senza precedenti e spesso i movimenti politici radicali divennero ampiamente influenti.

L’uso della dinamite , in particolare, ispirò gli anarchici e fu centrale nel loro pensiero strategico. Tali strumenti resero possibile le azioni di questi primi terroristi moderni.

Uno dei primi gruppi a utilizzare le moderne tecniche terroristiche fu probabilmente la Fratellanza di Fenian e la sua discendenza dalla Fratellanza repubblicana irlandese . Come anche gli anarchici o separatisti anti-coloniali nell’India britannica.

Le azioni, di tali gruppi, furono utilizzate contro governi e civili nell’Europa occidentale o negli Stati Uniti. Generalmente il termine terrorismo non veniva menzionato, bensì erano descritti in termini di oltraggio o assassinio.

Nonostante questi gruppi usassero le stesse tattiche e tecnologie terroristiche dei terroristi russi. La nuova terminologia era riservata alla causa rivoluzionaria russa. E’solo dopo la Grande Guerra che queste forme di terrorismo, nei e contro i governi occidentali, iniziarono a essere etichettate come terrorismo.

Questo è il vero punto di partenza per la forma più ampiamente riconosciuta di comunicazione politica violenta che oggi conosciamo e descriviamo come terrorismo.

 

Felicia Bruscino

 

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