Tredicenne ritrova tesoro dei Vichinghi in Germania

Apparteneva a re Harold Bluetooth

Un ragazzino assieme al suo mentore ha compiuto una sensazionale scoperta archeologica su un’isola del Mar Baltico.

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Se la storia ci ha insegnato qualcosa è che le scoperte avvengono quando meno te lo aspetti e da parte di chi meno te lo aspetti. Come nel caso di Luca Malaschnittschenko, un ragazzino di soli 13 anni, che assieme al suo mentore Ralf Schoen, aspirante archeologo, ha rinvenuto per caso un tondino di metallo. Ma quello non era un semplice tondino, bensì una moneta e, cosa ancora più importante, una moneta d’argento che fa parte del tesoro dei Vichinghi.

Tesoro dei Vichinghi scoperto a Ruegen

La fatidica moneta è stata ritrovata a gennaio del 2018, circa tre mesi fa, maestro e allievo stavano controllando con un metal detector una zona dell’isola di Ruegen, situata nel Mar Baltico. Si trovavano in un campo agricolo, senza nessuno e senza niente attorno. Ma il ritrovamento della moneta li ha spinti a recarsi presso l’istituto archeologico del Meclemburgo-Pomerania, dove gli esperti l’hanno analizzata e hanno stabilito che risale all’anno 1000. Dopo tre mesi, su quel campo sono tornati il maestro, l’allievo e una squadra di archeologi muniti anch’essi di metal detector, ma anche di altri macchinari, e hanno scandagliato un’area di circa 400 metri quadrati portando alla luce un bottino straordinario: il tesoro dei Vichinghi. Tale tesoro è composto da circa 600 monete e da diversi gioielli quali collane, bracciali, anelli e anche un martello, simbolo del dio Thor, divinità adorata dai Vichinghi.




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Ralf Schoen ha così descritto l’esperienza: “È stato il ritrovamento più importante della mia vita“.

E gli esperti che hanno trovato il tesoro dei Vichinghi lo considerano “il più importante scavo del Baltico meridionale di monete dell’età del re ‘Dente azzurro’ e dunque di straordinaria importanza“.

Sì, perché questo tesoro apparterrebbe a re Aroldo I, detto “Dente Azzurro”.




Chi è Harold Bluetooth?

Harold I fu un re danese che governò tra il 958 e il 986 su un territorio molto ampio, comprendente l’attuale Danimarca, il Nord della Germania, la Svezia meridionale e parte della Norvegia. Ebbe il merito di unificare tutti i popoli e farli convivere in pace, inoltre portò la religione cristiana al Nord. Si tramanda che il figlio Sweyn Barbaforcuta (Sven Tveskägg) organizzò una rivolta e che Harald fu costretto a fuggire in Germania, nella regione della Pomerania, luogo in cui morì nel 987. Il tesoro ritrovato risalirebbe proprio alla sua fuga e sarebbe stato nascosto da re Harold Gormsson, mentre si dirigeva verso la Germania.

Ma perché Harold è stato soprannominato “Dente Azzurro”? Diverse sono le ipotesi sulla spiegazione: si dice che tale appellativo fosse dovuto alla sua abitudine di tingersi i denti di blu, per spaventare i nemici in battaglia; oppure alla sua passione per i mirtilli; o ancora al fatto che avesse un dente scheggiato. Qualunque sia la vera natura di quest’appellativo c’è una cosa che probabilmente non tutti sanno: la Ericsson ha scelto di chiamare Bluetooth, lo standard per la trasmissione dei dati, proprio in onore di Harald Blåtand, ossia Harold Bluetooth, dalle parole blå – blu – e tand – dente.




Difatti, Bluetooth e il relativo logo derivano dall’unione delle due rune nordiche che corrispondono alle iniziali del suo nome (HB, ovvero Harald Blåtand); il motivo di questa curiosa scelta risiede nella capacità di unificazione dei popoli posseduta da questo re vichingo; dunque la tecnologia in grado di unire porta il (sopran)nome di colui che ha unito popolazioni diverse. Incredibile come quello che all’apparenza sembra un semplice logo celi una curiosa unione di storia, archeologia, informatica e tecnologia.

Carmen Morello

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