L’università di Tokyo trucca i test di ammissione a medicina per ridurre il numero di donne

Episodio di sessimo alla Tokyo Medical University: non vogliono troppe donne medico.

Ridurre il numero di medici donne è “un male necessario” in quanto “le donne spesso decidono di non lavorare dopo essersi laureate, preferendo sposarsi e avere un figlio”.

Fonte: Il Giornale
0

Test di ammissione truccati all’universitá di Tokyo per escludere le donne. È l’ennesimo episodio di sessismo nel mondo.

Questa volta è ambientato nella Terra del Sol Levante, nella ultramoderna Tokyo, che evidentemente tanto moderna non è nell’affermazione di pari diritti tra uomini e donne. Una delle più prestigiose università del Giappone, la Tokyo Medical University è sotto inchiesta per aver manomesso i risultati del test di ammissione a medicina con lo scopo di ridurre il più possibile il numero di donne. Mentre l’Università in via ufficiale dichiara di non essere al corrente di tali anomalie, una fonte anonima all’interno dell’ateneo giapponese ha affermato che la pratica era conosciuta all’interno dell’università, dove è idea diffusa che gli uomini siano più adatti ad un ambiente come quello ospedaliero, in quanto pare che riescano a gestire meglio i turni e le chiamate d’emergenza.

Ridurre il numero di medici donne, come ci spiega questa fonte, è “un male necessario”.

Le donne spesso decidono di non lavorare dopo essersi laureate, preferendo sposarsi e avere un figlio

Il timore è che queste trascurino gli impegni professionali per occuparsi di quelli familiari. Nel giro di 7 anni i punteggi delle partecipanti sarebbero stati ridotti di almeno il 10%.




È dal 2011 che i test di ammissione verrebbero truccati dopo i risultati positivi che avevano conseguito le donne negli anni precedenti. Queste nel 2010 erano arrivate ad occupare il 40% dei posti, il doppio rispetto all’anno precedente e da allora l’ateneo ha “pensato bene” di abbassare la percentuale delle donne ammesse, non facendo superare loro il 30%. A destare sospetto è stato il riscontro di una percentuale troppo bassa di donne che hanno superato la seconda fase del test: solo il 2,9% a fronte dell’8,8% degli aspiranti medici uomini.
Affermare che un uomo è più adatto di una donna a fare qualsiasi lavoro dovrebbe essere inaccettabile ovunque nel mondo, la speranza è che questo episodio faccia riflettere e porti ad una vera parità di genere.

                                                       Ilaria Marinelli

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi