Testimone di Geova in fin di vita fa una trasfusione: ripudiata dalle figlie

L'episodio è avvenuto in provincia di Salerno, protagonista una donna di 48 anni

photo by @everydayhealth.com
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Grazia Di Nicola, una casalinga di 48 anni che vive a Colliano,in provincia di Salerno aveva due possibilità: accettare la trasfusione di sangue o morire. La donna ha scelto di farsi curare. Nulla di male, se non fosse che Grazia era una testimone di Geova. Questo culto vieta le trasfusioni. A tal proposito vi è anche un comitato interno che, in caso di necessità, indirizza il malato verso le cliniche che operano rigorosamente senza effettuare trasfusioni.



Nessuna trasfusione per chi è Testimone di Geova

Il travaglio di Grazia comincia quindi nel 2016 quando scopre di avere un tumore e di dover essere operata. Porta con sé il foglio dove dichiara di rifiutare qualsiasi trasfusione. Ma dopo l’operazione una emorragia interna complica il suo quadro medico. I dottori e le infermiere cercano di farle firmare il consenso per poter ricevere sangue, ma inizialmente la donna rifiuta. Credeva che fosse un ‘tranello’ di Satana per metterla alla prova. Dopo l’ennesimo tentativo dei sanitari Grazia cede e firma il consenso. Il marito e il figlio maschio sono sollevati da questa decisione, le tre figlie (testimoni di Geova), che ora hanno 29, 22 e 18 anni, rimangono profondamente deluse.

La casalinga di 48 anni prova a farsi perdonare dagli anziani della sua congregazione. Gli stessi stabiliscono per lei una pena di 7 mesi di silenzio. Mesi dove Grazia, pur partecipando agli incontri religiosi, non potrà parlare con nessuno e dovrà sedere sempre negli ultimi posti e nell’indifferenza di tutti. Dopo qualche tempo arriva la decisione da parte della 48enne di lasciare per sempre questo culto.

Sei una falsa. Lo sai che hai tradito Geova e sai cosa ti aspetta

Queste le parole delle figlie che dopo una discussione accesa decidono di lasciare la casa materna e di andare a vivere con un congregato.

Da allora Grazia Di Nicola non ha mai più visto le figlie, se non occasionalmente per strada. Loro non le rivolgono la parola. La madre è preoccupata perché una volta uscita dalla rete del culto dei testimoni di Geova, si è resa conto di quanto siano manipolate le persone.

La sua testimonianza

Grazia Di Nicola, dopo l’ennesimo rifiuto delle figlie ad avere un dialogo, ha deciso di farsi intervistare da FanPage e di raccontare il suo calvario. Inoltre sul suo profilo Facebook ha postato l’intervista ed alcune riflessioni che hanno portato accese discussioni sull’essere testimone di Geova. Molti quelli che pensano che abbia fatto bene a dissociarsi e che si tratti di un culto-setta molto pericoloso. Ma non mancano nemmeno i sostenitori di Geova. Una storia che esce dalle mura di omertà che spesso circondano queste realtà.

Marta Migliardi

 




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