La tettonica a placche non è indispensabile alla vita

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La tettonica a placche finora è stata ritenuta essere, con ogni probabilità, condizione necessaria allo sviluppo della vita su un pianeta, cosa che non incoraggiava molto i nostri sforzi volti alla ricerca di vita extraterrestre visto che se prendiamo a modello dello spazio il nostro sistema solare dobbiamo constatare che nel nostro sistema solo il nostro pianeta ha questa caratteristica. Ora lo studio proveniente dalla Penn University e pubblicato su Astrobiology racconta una storia diversa.
Andiamo per ordine, in maniera molto schematica:
Cos’è la tettonica a placche? Come sapete la Terra ha una crosta che poggia sul cosiddetto mantello, la cui parte superiore è essenzialmente roccia fusa, ma la crosta Terrestre non è un unicum è formata da grandi isole che “galleggiano” sul mantello, le placche, nelle zone di confine tra le placche sono situati la maggior parte dei vulcani (come potete vedere nella foto, è persino stato dato il nome “ring of fire” cioè anello di fuoco alla linea che congiunge i vulcani situati in questa zona di confine tra placche).



Perché la tettonica a placche è (era?) considerata dagli astrobiologi (finora) condizione necessaria ad ospitare la vita? La supposizione ha a che fare proprio col vulcanesimo e col suo contributo al ciclo del carbonio. Qual è la prima condizione supposta come necessaria allo sviluppo della vita? L’acqua allo stato liquido. Avere la temperatura giusta per avere acqua allo stato liquido ha a che fare con la densità dell’atmosfera e in particolare con l’avere il giusto quantitativo di effetto serra. E sì perché a forza di sentir parlare i climatologi dei disastri dell’incremento dell’effetto serra si dimentica che noi possiamo vivere sulla Terra in una temperatura tutto sommato confortevole grazie all’effetto serra, troppo effetto serra e ci si può ritrovare nell’inferno bollente di Venere, ma niente effetto serra e ci ritroveremmo nell’infernale deserto  ghiacciato di Marte. I vulcani contribuiscono grandemente all’emissione di anidride carbonica nell’aria, anzi finché non è arrivata la civiltà industriale erano di gran lunga il principale contributore, gli altri tutti trascurabili. Quindi deduzione: niente tettonica a placche => vulcanesimo assente o molto limitato sia in quantità che nel tempo (alla prima fase della vita del pianeta) => insufficiente effetto serra => fascia di abitabilità (intesa come distanza dei pianeti dalla stella del proprio sistema)  ridotta solo a pianeti molto vicini all’astro.
Che cosa ha scoperto lo studio firmato da Bradford FoleyAndrew Smye (entrambi assistenti professore di Geoscienze) e colleghi? In poche parole: facendo tantissime simulazioni al computer hanno analizzato vari scenari per capire quanto del suo calore iniziale un pianeta senza tettonica possa mantenere. Il risultato è stato che grazie a un fenomeno chiamato degassificazione la CO2 intrappolata in rocce sottoposte a grande pressione e grande calore può liberarsi e arrivare in superficie.


Alcune delle simulazioni al computer hanno dimostrato che pianeti rocciosi di dimensioni paragonabili alla Terra, in certe condizioni potrebbero sostenere un’atmosfera “giusta” (grazie alla giusta quantità di effetto serra)  per avere la temperatura buona per la vita, cioè per l’acqua allo stato liquido, anche fino a 5 miliardi di anni, l’età attuale della Terra, quindi tutto il tempo necessario per la comparsa e l’evoluzione della vita. Dunque possiamo concludere che la tettonica a placche non è condizione assolutamente necessaria allo sviluppo della vita.

Roberto Todini

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