Il fantasma del muro della vergogna si ripresenta in Texas

I problemi al confine messicano continuano a tenere banco negli Stati Uniti. E mentre Biden cerca di cancellare lo scempio portato avanti negli ultimi 4 anni da Trump il Texas torna su dei vecchi progetti.

Kamala Harris negli ultimi giorni ha visitato il Guatemala, ed ha pubblicamente esortato le persone a non entrare negli Stati Uniti. Il problema dell’immigrazione ha raggiunto dimensioni ragguardevoli con lo scoppio della pandemia, e le restrizioni legate al virus rendono tutto più complicato. In questa situazione in Texas si pensa a ricominciare la costruzione del muro al confine, progetto tanto decantato da Donald Trump durante la campagna elettorale del 2016.

La storia infinita

Anche se l’idea del muro ci porta subito alla memoria Donald Trump la costruzione della barriera risale a diversi anni fa. Ha avuto inizio nel 1990 sotto la presidenza di George W. Bush. Il suo successore, Bill Clinton, continuerà l’opera. Successivamente Bush porterà avanti il progetto, nel 2006, quando approverà una risoluzione che prevedeva l’estensione del muro fino a 1123 chilometri.




Al momento il muro ricopre quasi tutto il confine non protetto dal Rio Grande. L’area più colpita dall’immigrazione è quella di San Diego, in California, ma il problema riguarda anche Arizona, New Mexico e Texas. Ed è proprio dallo Stato dei cowboy che arriva l’ultima frontiera dell’accoglienza statunitense. Il governatore Greg Abbott, naturalmente repubblicano, ha annunciato una nuova campagna di controllo dei confini.

In un incontro con le forze dell’ordine Abbott ha parlato di un aumento dell’immigrazione dall’inizio della presidenza di Biden. Il governatore del Texas ha identificato nel Presidente l’unico colpevole della situazione, ed ha deciso di attuare misure restrittive per arginare il problema nel suo Stato. Aumenterà le forze di polizia impegnate sul confine e aumenterà le barriere atte a fermare e identificare i migranti messicani. Ha poi annunciato anche la costruzione di un muro sui territori texani.

Divergenze

Non è ancora chiaro se il governatore di uno Stato federale abbia il potere di attuare un’iniziativa come questa. Il Presidente Biden inoltre non sembra poter essere d’accordo sull’argomento, viste le politiche portate avanti nei primi mesi della sua amministrazione. Durante il primo giorno di presidenza infatti il democratico ha sospeso la costruzione del muro voluta da Trump.

Il Presidente sta cercando di cancellare la precedente agenda riguardo l’immigrazione, anche se si cerca comunque di respingere i migranti. Secondo le politiche di Biden infatti single e famiglie vengono rimpatriate in Messico, mentre è concesso entrare ai bambini non accompagnati. A causa di incompatibilità con le leggi messicane però diverse famiglie si riversano nello Stato del Texas.

E’ inoltre notizia degli ultimi giorni che Biden voglia “restituire” due miliardi di dollari al Pentagono. I soldi in questione erano stati sottratti alla ricerca militare da Donald Trump, per destinarli alla costruzione del muro. Abbott ha aspramente criticato queste politiche di distensione negli ultimi mesi, e più volte si è opposto al Governo centrale riguardo la questione migratoria.




La proposta è stata comunque indicata come illegale e inutile da diversi esperti. Edna Yang, co-direttrice esecutiva di American Gateways, ha evidenziato come senza un piano di assistenza strutturato questa mossa non risulti utile al fine della sicurezza dei cittadini. Una delle motivazioni che ha spinto Abbott a prendere questa decisione infatti è il traffico di armi e droga che passa giornalmente dal confine del Texas.

Secondo il governatore il muro arginerebbe questo fenomeno e garantirebbe maggiore sicurezza ai cittadini texani. I dati degli ultimi 20 anni in realtà non evidenziano una particolare incidenza delle barriere sui traffici illegali. Sembra comunque che nelle prossime settimane Abbott dichiarerà di più riguardo tale iniziativa, in un preoccupante atto di opposizione al Governo.

Marzioni Thomas

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