The Badness – Sai cosa fa un uomo dentro un caffè?

The Badness è un fumetto del genere comics realizzato da Giacomo Pitzalis (sceneggiatura e lettering), Fabio Mocci (disegno), Ilaria Matta (colorazione) e Laura Vacca (lettering). Autoprodotta con l’aiuto dell’associazione culturale “Chine Vaganti“, l’opera è il pilot di una trilogia che si prospetta molto avvincente.



Fonte: The Badness
Il perno, attorno a cui ruota l’intera vicenda, è Steve, un personaggio affetto da gravi disturbi comportamentali. Pur di apparire importante agli occhi degli altri, compie le azioni più scellerate, con l’inevitabile conseguenza di cacciarsi spesso nei guai. In lui convivono due personalità ben distinte, una completamente priva di inibizioni, l’altra apparentemente più ponderata e razionale.
Nel primo capitolo di The Badness, intitolato “Latte, sgabelli e pistole“, veniamo catapultati nel bel mezzo di uno scontro tra il folle antieroe e Obscurus, un membro della Supreme League. Quest’ultimo è un famoso team formato dai supereroi più forti del pianeta. Sono dotati di poteri straordinari e spazzano via chiunque non rispetti il loro ideale di giustizia.
Fermano asteroidi, respingono minacce aliene e riescono continuamente a prendere a cinquine i supercattivi.
The Badness
Fonte: The Badness
La battaglia tra Steve e Obscurus è l’incipit, in medias res, dal quale si scatenano tanti filoni narrativi diversi, con la comparsa di altrettante nuove losche figure . Facciamo la conoscenza di Quentin, leader di un colosso aziendale, James “Gold Colt”, soprannominato il “terrore della frontiera”, il simpatico Doppiozero, il leggendario Imperatore e la seducente Jade. Alcuni di questi sembrano legati a fatti avvenuti tempo addietro, quando a fare da antagonista alla Supreme League era il misterioso gruppo eversivo chiamato “E.V.I.L.“.
              Faccio sempre confusione tra il bene e il male, che intendi per male? – Peter Venkman (Ghostbusters) & intro The Badness.

Steve è un personaggio fuori da qualsiasi schema, figuriamoci quello più banale che vorrebbe separare i buoni dai cattivi.

 

L’opera si incentra sulla sottile linea di demarcazione tra il bene e il male. Su questo fugace confine si trova il nostro Steve, un reietto vittima del suo stesso bisogno di sentirsi accettato da qualcuno. A lui interessa soltanto emergere da un contesto sociale che non ha mai saputo apprezzare il suo talento, creare il caos. Il “siparietto” con un membro della Supreme League è soltanto un pretesto per mostrare ciò di cui è capace.

Giacomo Pitzalis, uno degli autori del fumetto, ci spiega cosa significhi per lui “The Badness“.

Come è stato realizzare The Badness?

La creazione di The Badness non è stata particolarmente difficile anche perché io parto dal presupposto che, se una cosa ti piace, la fai al mille per mille, quasi non avvertendo la stanchezza. Mi è stato dato un punto A e un punto B. Io mi sono divertito a unire gli estremi con l’aiuto dei personaggi che ho creato. Mi sono affezionato a ognuno di loro, tra l’altro. I più grandi autori dicono che non bisogna affezionarsi ai propri personaggi.
Uno psicologo magari ti dirà che ci rivedo qualcosa che riguarda innanzitutto me stesso, ma non mi piace uccidere le persone, sia ben chiaro.
Però conquistare il mondo, questo magari si, mi piacerebbe.

Dal punto di vista tecnico, la fase più complessa è stato l’adattamento e la correzione dei dialoghi.
In questo sono stato affiancato da alcuni dei soci più esperti dell’Associazione Culturale Chine Vaganti, tra cui Daniele Mocci e Andrea Pau. Dall’alto della loro professionalità, mi hanno aiutato a migliorare i contenuti. Un altro discorso andrebbe fatto per i colori, per i disegni e il lettering. Ognuna di queste fasi ha una sua tempistica.
La cura dei particolari è essenziale ai fini del progetto.

Chi è Steve?

Steve è un personaggio che si ispira al Joker e Deadpool.
Al lettore potrebbe sembrare che il personaggio parli da solo ma, in realtà, dialoga con la sua seconda personalità. Fra i suoi hobbie, rientra lo squartare, l’amore per il sangue, i coltelli e tutte le cose che può usare per tagliare e sminuzzare.

Steve mi ricorda i personaggi di Italo Svevo: quella figura dell’inetto a vivere, che cerca di emergere a tutti i costi mascherando le proprie debolezze.
Nel momento in cui ci riesce, però, si accorge che non è la situazione che si aspettava. Anzi, quella che si viene a creare, è un qualcosa che lo prende a calci, letteralmente.   

Cosa ci aspetterà nelle prossime uscite?

Dal secondo e terzo volume c’è da aspettarsi una riflessione di fondo: chi è veramente cattivo? Tutti siamo cattivi e tutti siamo buoni. Un cattivo, talvolta, potrebbe diventare buono pur non accorgendosene.

Magari Shere Khan, un giorno, ha salvato un ippopotamo impantanato, oppure Godzilla non ha schiacciato una tartaruga mentre si recava in Giappone a far danni.
Esiste poi un altro discorso che riguarda l’utilizzo del fumetto nei media.
Da che mi ricordi, ho sempre letto fumetti e non vedevo l’ora di ammirare un loro film.
Poi, proprio come Steve, questo è successo e il risultato è quanto di più aberrante si potesse prospettare.

I film ispirati ai comics, a parer mio, sono di livello infimo e non in grado di rendere giustizia ai reali contenuti del fumetto.
Da qui nasce la voglia di creare un mio “parco personaggi”, lontano da quei riflettori che stanno bruciando un genere, piuttosto che illuminarlo.

Fonte: The Badness
The Badness è un piccolo capolavoro. Sin dalla prima pagina si respira un’atmosfera densa di azione e colpi di scena. Le battute non sono mai banali e da esse si denota molto distintamente la caratterizzazione dei diversi personaggi presenti. Nelle tavole sono presenti dei richiami a noti fumetti, i quali, oltre che giocare un ruolo importante ai fini della narrazione, incrementano in maniera notevole il background culturale dell’opera. Nulla da eccepire dal punto di vista grafico. L’accuratezza con la quale sono state rese le espressioni facciali permette al lettore di instaurare un rapporto di empatia con le diverse caratterizzazioni, soprattutto quelle di Steve e Quentin. Il colore, dalle tonalità abbastanza cupe, si sposa molto bene con la drammaticità degli eventi narrati.
Il consiglio è, visti anche i pochi giorni che ci separano dal Natale, di regalarvi l’opportunità di leggere questo bellissimo fumetto. Nella pagina ufficiale di “The Bandness” potrete trovare tutte le informazioni utili all’acquisto.
Siate affamati, siate folli, proprio come Steve.

Giuseppe Bua

 

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