The Dark Side dello schiavo d’amore. Per chi la campana se la suona e canta da solo

1

The Dark Side dello schiavo d’amore. Per chi la campana se la suona e canta da solo

Oggi non vedo “giornate mondiali di qualcosa”! Questo vuoto deve esser riempito. Non possiamo lasciare una voragine nei calendari! Quindi di mia iniziativa dedico questa data al “lato oscuro” dello schiavo d’amore. E che lo “Sforzo sia con voi”.

Avete presente quelle relazioni composte da un sottomesso e un padrone? Non siamo ipocriti, certo che le conoscete … visto che la stragrande maggioranza dei rapporti si innervano su questo modello. Ovviamente non parlo di giochi “estremi” a due (ma anche a tre, quattro … e così via!), no!, non avventuriamoci nel perverso (mica siamo tutti consiglieri regionali della Polverini?), io intendo proprio un metodo “relazionale” tanto diffuso quanto infruttuoso, cioè quello “non paritario”, radicato sulla predominanza di uno dei due componenti.

Ovviamente, alla luce del fatto che la stragrande maggioranza dei rapporti è quasi sempre di questo tipo (anche se a “gradazioni” diverse), si può tranquillamente dire che invece di sfondare una porta aperta “blindiamo patologiche celle di sicurezza”

Ebbene in questo “gioco al massacro” in genere è proprio “il sedicente sottomesso” ad innescare la catena di eventi: è proprio lui -o lei – ad individuare un presunto soggetto “predominante” per poi relazionarsi ad esso in modo “esclusivo”, servile ed arrendevole.

La sua disponibilità è “assoluta” in un modo quasi imbarazzante. Non c’è nulla che non farebbe per cementarsi all’ esistenza del suo “master” come un cagnolino. Questi individui (non guardatevi solo intorno ma anche allo specchio) nell’agire in questo modo ottengono anche dei vantaggi, altrimenti perché lo farebbero? Innanzitutto se “il padrone” dovesse annoiarsi e mandare tutto a “carte quarantotto” possono sempre dichiararsi vittime di un amore non corrisposto e “indifferente”. Mica cotica? Ne escono sempre puliti come il culetto di un neonato! E in secondo luogo – finché dura – danno vita a una “compassionevole e legante” immagine di sé: come puoi non voler bene a chi – per amore – si dedica anima,corpo e frattaglie a te? Casomai non provi lo stesso sentimento, ma è così devoto/a… , non puoi mica fargli del male. Almeno fino a quando non ne hai le scatole piene.

Insomma , nonostante abbiano annodato loro stessi il cappio della loro “felice infelicità”, i vocati alla sottomissione sono e saranno sempre vittime “volontarie” dell’altro. Dunque è tutto grasso che cola dalla sofferenza “provocata”: nessuna responsabilità, solo catartica devozione e prostrata abnegazione. Martiri dell’amore, agnelli sacrificati all’altare della futura indifferenza dell’amato. Posizione straziante ed arida alla fin dei conti, ma “scevra” da ogni responsabilità”e ricolma di laceranti tira e molla del cuore. Tutti i velenosi ingredienti per un rapporto che (dicono) fa “sentire vivi”.

Pinterest
www.pinterest.com

Ma adesso ingarbugliamo un po’ le cose, mischiamo le carte in tavola: ipotizziamo che “il sottomesso” sbagli mira. Immaginiamo che l’aspirante schiavo individui un candidato “sbagliato”, uno che crede possa alimentare la sua devozione ma che alla fine si rivela deludente. Ipotizziamo ulteriormente che “il padrone mancato” – una volta nella relazione – addirittura si permetta di riequilibrare il rapporto ponendolo su un piano paritario. Naturalmente parliamo di pura fantascienza: è più facile che Bertone doni a titolo gratuito il suo attico al Baobab che si realizzino relazioni “paritarie”. Però mi sia concesso almeno di “ambire” con la fantasia al meglio!
No signori… sappiate che il sottomesso questo non lo accetterà! Per lo schiavo l’equilibrio e la parità sono inaccettabili! Egli non può e non vuole uscire dal suo habitat relazionale naturale … patologico, conflittuale, ma naturale! E sarà allora che lo vedremo innescare delle paradossali contromisure. A quel punto lo schiavo si sentirà autorizzato a capovolgere i rapporti di forza.

Per riproporre il suo modello diventerà lui stesso il “padrone” e l’altro il “il sottomesso”. E’ il ristabilirsi dell’ambiente, il riportare il contesto ad una condizione di conflitto che conta; e per raggiungere tale scopo i ruoli possono tranquillamente invertirsi. Non importa più chi comanda o subisce: ciò che deve “necessariamente riproporsi” è la pseudo-appagante tensione che scaturisce dal dislivello dei “rapporti di forza”.

In tali circostanze (frequentissime), consiglio sempre a quello più sano di mente e consapevole (tra i due ce ne sarà pure uno, no?) di darsi alla fuga. Non è vigliaccheria credetemi, è semplice istinto di sopravvivenza. In questi casi il “polemos” non è mai eracliteo: la tensione, il conflitto, non producono mai “bellissima armonia”, ma solo chimerici pulviscoli di bei momenti che affogano inesorabili in una mefitica pozzanghera di strazi!
Sì, credo che questa giornata mondiale del “lato oscuro” dello schiavo d’amore sia d’uopo! In fondo di cazzate se ne commettono tutti i giorni! No?

fonte immagine pinterest

The Dark Side dello schiavo d’amore. Per chi la campana se la suona e canta da solo

 

 

1 Comment
  1. […] Oggi non vedo “giornate mondiali di qualcosa”! Questo vuoto deve esser riempito. Non possiamo lasciare una voragine nei calendari! Quindi di mia iniziativa dedico questa data al “lato oscuro” dello schiavo d’amore. E che lo “Sforzo sia con voi”. Avete presente quelle relazioni composte da un sottomesso e un padrone? Non siamo ipocriti, certo che le conoscete … visto che la stragrande maggioranza dei rapporti si innervano su questo modello. Ovviamente non parlo di giochi “estremi” a due (ma anche a tre, quattro … e così via!), no!, non avventuriamoci nel perverso (mica siamo tutti consiglieri regionali della Polverini?), io intendo proprio un metodo “relazionale” tanto diffuso quanto infruttuoso, cioè quello “non paritario”, radicato sulla predominanza di uno dei due componenti.  […]

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi