The Day After: Tra solidarietà e sciacallaggio

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E venne il giorno, il giorno dopo. Continuano le scosse, oltre sessanta stanotte, il bilancio è terribile: 247 vittime, di cui quasi 200 nel reatino e le restanti nell’ascolano. Una tragedia di proporzioni bibliche, e purtroppo si scava ancora e si spera per i feriti. Tutti noi abbiamo assistito a scene apocalittiche, ad immagini che avrebbero benissimo essere scambiate per un bombardamento. Ci siamo tutti commossi ogni volta che i soccorritori sono riusciti a tirare fuori dalle macerie qualcuno ancora in vita, lo stesso quando sfortunatamente da sotto le case rase al suolo, si sono estratti solo corpi senza vita. Ci siamo riscoperti tutti italiani e uniti, abbiamo organizzato raccolte del sangue con file chilometriche negli ospedali, abbiamo assistito al grande lavoro dei volontari partiti da tutto lo stivale per dare una mano in qualsiasi modo. Abbiamo postato ininterrottamente messaggi di cordoglio e solidarietà ai nostri fratelli e sorelle colpiti da questa tragedia, abbiamo organizzato presidi di raccolta viveri, un pò tutte le amministrazioni comunali si sono e si stanno mobilitando giustamente per aiutare. Oltre che di sangue c’è bisogno di ogni genere di prima necessità, e nel loro piccolo gli italiani stanno facendo il possibile per aiutare. Gli italiani, e non solo gli italiani. È di ieri la notizia che I rifugiati chiedendo asilo del Centro Sprar di Gioiosa Ionica in provincia di Reggio Calabria, hanno deciso di donare il loro Pocket Money alle popolazioni delle cittadine gravemente colpite dal tremendo sisma. In tutto 75 migranti che per ricambiare in qualche modo l’aiuto che diamo loro accogliendoli, doneranno la loro quota giornaliera, pari a 2,50.  Giovanni Maiolo, coordinatore dello  Sprar di Gioiosa Ionica ha dichiarato :  “Stiamo cercando di capire come aiutarli a fare il versamento”. E continua: “Questo è un piccolo ma rilevante gesto di aiuto tra popoli, da parte di chi si è sentito accolto in Italia e vuole in qualche modo ricambiare la solidarietà”.

Dall’altra parte invece, c’è chi specula su questi disastri. Oltre alle organizzazioni criminali che si staranno già organizzando per sfruttare a loro vantaggio la situazione, sono ancora impresse nella nostra memoria le intercettazioni telefoniche nelle quali si sentivano i furbetti ridere al pensiero che poi avrebbero avviato la ricostruzione post terremoto in Abruzzo, ci sono gli strumentalizzatori. Il social si è riempito di post di nazionalisti, destri e fascistoidi popolusti dell’ultima ora che chiedono a gran voce di mandare gli immigrati a casa loro e dare i fantomatici 35 euro al giorno, che ad onor del vero gli immigrati non hanno mai visto, per pagare gli alberghi agli sfollati. E si paventa già la situazione secondo cui gli immigrati starebbero in alloggi di lusso pagati da noi, e i terremotati nelle tendopoli. Un tentativo becero e meschino di usare la tragedia per fomentare l’odio contro i rifugiati, che con il loro gesto solidale, hanno dato la migliore risposta possibile a questi imbecilli.

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A questo post c’è un commento terribile, ma condiviso da tanti, questo :

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Gli italiani sono capaci  di grandi gesti, grandi slanci di solidarietà nonostante queste bassezze. Sperando che finita la conta dei morti, nessuno dimentichi i vivi.

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