The Leisure Seeker, Virzì:” Film sulla libertà di scelta nell’ultimo istante”

In concorso alla Mostra di Venezia, The Leisure Seeker è il primo film in inglese di Paolo Virzì. Una storia commovente ma non compassionevole, sul rapporto di coppia in età avanzata e sul libero arbitrio.

Conferenza The Leisure Seeker - Foto di Michele Lamonaca
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Due anziani impegnati in un viaggio verso sud per celebrare il loro grande amore, al termine del quale sceglieranno liberamente e con serenità di porre fine alle loro vite, messe a dura prova da due mali incurabili. The Leisure Seeker è una parabola sul rapporto di coppia, sulla sua trasformazione difronte al tempo che passa inesorabile e sulla libertà individuale di scegliere la propria fine.




Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian, il primo film in inglese di Paolo Virzì, in concorso alla Mostra di Venezia, è un road movie, genere tanto caro al cinema americano, che ha come protagonisti due coniugi ottantenni: l’ex professore di letteratura John Spencer (Donald Sutherland) e sua moglie Ella (Helen Mirren). Lui è affetto da Alzheimer e lei ha un cancro allo stadio terminale. Saliti a bordo del “Leisure Seeker”, il loro vecchio camper, si lanceranno sulla Old Route 1 per raggiungere Key West, dove sorge la casa di Hemingway, l’autore preferito di John.

The Leisure Seeker
Conferenza The Leisure Seeker – Foto di Michele Lamonaca

 

“Questo progetto è nato per gioco, sull’insistenza di produttori e co-sceneggiatori, che mi hanno spinto a scrivere una copione tratto da un libro ribelle”, ha spiegato Virzì nel corso della conferenza stampa. “La cosa mi turbava perché di mezzo c’erano una lingua che non è la mia e il paesaggio non familiare. Quando ho detto che mi piacerebbe avere Helen e Donald era un modo per proteggermi, poi mi hanno detto subito sì e ho pensato che non potevo non farlo“.

 

Oltre agli elementi narrativi già presenti nella storia di Zadoorian – il road movie, la beat generation ed Hemingway – Virzì ne ha aggiunto un altro strettamente attuale:”mentre giravamo c’era la campagna elettorale che infiammava il paese. Così ho deciso di allargare la storia personale, e raccontare qualcosa in più dei nostri personaggi. Una dettaglio dell’America che non riconoscono più”.

“La storia ha che fare con la parte finale dell’esistenza. Ed è un film sulla libertà di scegliere fino all’ultimo istante. La voglia di ribellione scandalosa aveva qualcosa di gioioso e amorevole. Non ho espresso una posizione sul pro o contro l’eutanasia, – ha aggiunto Virzì – ma credo nella libertà di scelta. E trovo il loro finale grandioso“.




Helen Mirren, amando il nostro cinema, ha accettato la parte senza esitare: Ho visto ‘L’Avventura’ e per me dal quel momento è stato un’ispirazione. Adoro attrici come Monica Vitti e la Magnani, la mia più grande dea. Ho sempre voluto far parte di un film italiano“. Sogno realizzato da Virzì mettendoci “la sua sensibilità e la sua umanità”. L’attrice britannica si è fatta conquistare dal desiderio di libertà dei due protagonisti: “ho amato molto il personaggio di Ella. E’ il riflesso di quello che vorrei essere. Vorrei una fine piena di risate“.

Regista e attori sono entrati subito in sintonia. “Mi sono sentito bene”, ha confermato in Donald Sutherland. “Quando Paolo è venuto da me, non l’ho visto come un italiano. Mi sembra una persona universale. Ha compreso molto bene una condizione personale che mi è molto familiare. Paolo ha un grande senso della verità“.

The Leisure Seeker
Conferenza The Leisure Seeker – Foto di Michele Lamonaca

 

The Leisure Seeker: il film

John Spencer (Donald Sutherland), ex professore di lettere, e sua moglie Ella (Helen Mirren) sono due ottantenni felicemente sposati, con due figli ormai grandi. Purtroppo l’età ha portato con se due mali incurabili. Lui è affetto da Alzheimer e lei ha un cancro allo stadio terminale. Per ribellarsi a un destino doloroso i due arzilli vecchietti salgono a bordo del loro “Leisure Seeker” – il vecchio camper che usavano negli anni ’70 per andare in vacanza con i figli – e si lanciano sulla Old Route 1. La destinazione è Key West, dove sorge la casa di Hemingway, l’autore preferito di John.

Il viaggio, grazie ai vuoti di memoria dell’ex professore, costringe la coppia a ripercorrere i gli anni vissuti assieme, costellati da gioie e incomprensioni, ma soprattutto dal grande affetto che ancora li unisce. Mentre i loro figli Will e Jennifer continuano a tempestarli di telefonate ansiose, Ella e John percorrono le strade dell’America infervorata dalle elezioni presidenziali che vedranno la vittoria di Trump. Tra mille disavventure scatenate dai vuoti di lucidità dell’ex professore, si lasceranno andare a liti furiose, ad esplosioni di gelosia immotivate e a tanti momenti di assoluta tenerezza. E capiranno ancora una volta che non possono fare a meno l’uno dell’altro.




Arrivati in casa di Hemingway Ella si sente male e finisce in ospedale. John, superando le sue amnesie, riusce a ritrovarla e a riportarla sul Leisure Seeker. A questo punto, Ella comprende che la fine è vicina. Sa che John finirà in un ospizio, come stabilito dai figli prima della fuga. Ormai è decisa a lasciare questa terra. Degno finale dell’ultimo viaggio felice. Ma non andrà sola. Porterà con se John, tenendo fede all’impegno solenne impostogli proprio da suo marito in un momento di lucidità.

Un finale commovente ma per nulla compassionevole, che oltre agli applausi del pubblico di Venezia, ha già conquistato il mercato cinematografico. Il film è già stato venduto in 90 paesi. Grande risultato per un film italiano che ha il coraggio di mettere il naso oltre confine.

 

Michele Lamonaca 

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