The Rain: dalla Danimarca arriva la nuova serie Netflix post-apocalittica

Il colosso dello streaming seguita a dare grande valore ai telefilm europei continuando a investire molto sulle produzioni di nuovi progetti

Fonte: https://talkymedia.it
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The Rain, questo è il titolo dell’ultimo progetto di casa Netflix che si appresta a suscitare interesse. La serie, di produzione danese, arriva dopo il grande successo ottenuto in tutto il mondo da La casa di carta, di produzione spagnola. Prima ancora, invece è stato il momento di Dark interamente ideata e ambientata in Germania.

Vero è che questi telefilm hanno ottenuto un discreto interesse, che in alcuni casi è diventato enorme. Bisogna però riconoscere la grande lungimiranza da parte di Netflix a voler investire in questi progetti. Proprio la piattaforma di streaming più famosa al mondo ha voluto fermamente e copiosamente investire nelle produzioni europee.

Ora, abbiamo detto, è il turno di The Rain di cui vi mostriamo le prime immagini nel trailer qui di seguito:




The Rain: di cosa parla

Tramite la pioggia, un virus letale viene disperso in tutta la Scandinavia e decima la maggior parte della popolazione. Circa 6 anni più tardi, due giovani superstiti, escono da un bunker che aveva dato loro rifugio. I due si trovavano all’interno della struttura grazie al loro padre che li aveva rinchiusi, promettendogli che sarebbe tornato e ormai scomparso da allora. I due fratelli, uscendo, incontrano e si uniscono a un gruppo di sopravvissuti e iniziano un viaggio attraverso terre desolate, in cerca di risposte.

La serie nasce da un’idea di Christian Potalivo e Jannik Tai Mosholt e viene diffusa nel catalogo Netflix dal 4 maggio. E proprio dalle parole di uno dei due autori, Mosholt ci viene chiarito il concetto alla base di questa storia:

L’acqua, sorgente di vita per eccellenza, diventa sorgente di morte. Questo cambia il mondo in un secondo e per sempre, e l’idea alla base di Rain è capire come noi scandinavi, così fieri del nostro essere strutturati e organizzati, ci possiamo adattare ad uno scenario selvaggio. Siamo così fieri della nostra umanità, ma lo saremmo anche se fosse necessario sopravvivere in uno scenario primitivo?

 

Emanuele Algieri

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