Ti aspetterò tutta la vita: i pensieri d’amore di Nadia Toffa

Ti aspetterò tutta la vita: l’ultimo scritto di Nadia Toffa

Impossibile da dimenticare, con quel sorriso costantemente stampato sul volto, segno distintivo di un’anima combattente e determinata, “una guerriera che non abbandona il campo dei sogni inavverati” come lei stessa si descrive in un passaggio di “Ti aspetterò tutta la vita”.
E ha ragione. Chi ha avuto la fortuna di conoscere personalmente Nadia Toffa, ricorda la straordinaria forza vitale che era in grado di emanare solo standoti accanto. Chi, invece, l’ha conosciuta solo attraverso uno schermo, non ha mai smesso di apprezzare l’onestà e la sensibilità con cui portava a termine le sue inchieste ed ogni suo lavoro.
Oggi, il suo ricordo è vivo più che mai grazie al suo ultimo scritto, una suggestiva raccolta degli ultimi pensieri di Nadia Toffa.ti aspetterò tutta la vita

Nadia Toffa se n’è andata il 13 agosto 2019, dopo aver combattuto a lungo contro una malattia crudele. La sua è stata una battaglia dignitosa, portata avanti con audacia. Da quando ha scoperto di essere malata, non ha mai nascosto il suo dolore. Anzi, con estrema forza di volontà, lo ha reso condivisibile. Fino a quando le ultime forze possedute sono state assorbite dal cancro spietato e Nadia si è lasciata accompagnare da un nobile silenzio. Compagno di sofferenze che le è stato accanto insieme alle persone più care ed in particolar modo alla mamma Margherita, alla quale Nadia ha consegnato il suo testamento in versi. Pensieri scritti nero su bianco che oggi sono racchiusi nel volume “Ti aspetterò tutta la vita”, edito da Chiarelettere.

Pubblicato il 1 ottobre 2020, Ti aspetterò tutta la vita segue i precedenti lavori: “Fiorire d’inverno: la mia storia” uscito nel 2018 e “Non fate i bravi”, la prima testimonianza personale pubblicata in seguito alla sua morte.
I proventi del nuovo libro “Ti aspetterò tutta la vita: pensieri d’amore” saranno devoluti alla Fondazione Nadia Toffa. La fondazione collabora con Don Maurizio Patriciello della Terra dei Fuochi, territorio al quale Nadia era molto legata, per raccogliere fondi e sostenere la ricerca e la cura del cancro.



Tutto quello che Nadia non ha mai detto

Chi pensa di trovare in “Ti aspetterò tutta la vita” un romanzo, si dovrà ricredere una volta sfogliate le prime pagine del libro. Pagine di un diario personale ed intimo, senza alcuna data, eterne. Flussi di coscienza, monologhi interiori, poesie. Non è la loro forma ad essere importante. Le parole di Nadia non seguono alcuna regola stilistica, non sono soggette a nessuna legge narrativa in particolare. Non ne hanno bisogno. Sono ricordi, sfoghi, dediche e consigli racchiusi in quattro sezioni. Ognuna di esse sembra voler trasmettere sensazioni ed emozioni ben precise: l’ infinita gratitudine per la famiglia, la riconoscenza per la vita che ha vissuto, il ricordo di un amore ma anche la delusione di un amore.

Cercavano di essere poesia in un mondo di frasi fatte, canzoni banali, pensieri in blocco, canzoni stonate. Cercavano i loro versi aulici, incomprensibili a tutti.

“Galoppare a briglie sciolte” – Ti aspetterò tutta la vita

Sono passaggi suggestivi ed intensi, ciascuno in modo differente anche se tutti accomunati da quella parola: amore, che viene spesso utilizzata. L’amore è il nucleo dello scritto, l’oggetto che Nadia ha imparato a guardare da ogni sua angolazione e ad accettare in ogni sua possibilità.
Così, anche lo sfogo più amaro o tagliente è composto da una certa dolcezza, quasi un’ingenuità fanciullesca che riecheggia dai versi, dal suono delle rime semplici e ricorrenti. Come se fossero scritte di getto eppure così profondamente sentite.

Ti scongiuro, non mi chiamare;
in questa candida bellezza vorrei ancora un pochino danzare.
Vieni qui e metti tutto in disordine.
Sembro un bimbo che vede un tesoro in un fiore;
le mie porte sono aperte al candore;
ho divelto per te il cardine. Entra pure e non chiedere
permesso;
l’accesso ti è concesso; ti avviso solo che troverai disordine.

“Donna esploratrice” – Ti aspetterò tutta la vita




Il linguaggio dell’assente rende vivo il ricordo di Nadia Toffa

“Ti aspetterò tutta la vita” è una raccolta di messaggi scritti da Nadia nel periodo più delicato e silenzioso della sua vita. Questo libro non vuole essere un esercizio di stile ma dimostra il ruolo chiarificatore della scrittura. Mettere nero su bianco i propri pensieri ha permesso a Nadia Toffa di riempire gli spazi vuoti e dare un senso anche al più tormentato dei silenzi. E se è vero che la scrittura è il linguaggio dell’assente, allora le parole con cui ha deciso di colmare quel vuoto inspiegabile sono la sua memoria scritta. Una memoria che ci permette di avvicinarci alla mente di Nadia e leggere tutto quello che ha provato nell’ultimo periodo della sua vita ma ci permette soprattutto di continuare a mantenere vivo il suo ricordo.

Non ti abbandonerò mai; me lo dice il cuore e io lo ascolterò.
Cambierà l’espressione del sentimento ma non il nucleo costruito
su azzurri cieli e rossi tramonti.
Amore cosmico il nostro. Il cuore ci parlerà e indicherà la
strada. E noi gli crederemo e senza timore imboccheremo la via.

Un amore cosmico – Ti aspetterò tutta la vita

Carola Varano

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