Incendio nell’impianto di trattamento dei rifiuti Ama di via Salaria a Roma

Scoppia l'incendio nella notte nell'area ricezione rifiuti, una nube tossica invade la zona, il presidente del Municipio III: "Tenete chiuse le finestre. "

La procura indaga per reato d’inquinamento ambientale

Fonte: https://www.nextquotidiano.it/
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Sono le 4,30 di notte e, nel quartiere di via Salaria, intervengono i vigili del fuoco per domare le fiamme di un incendio dentro il Tmb Salario.

Le fiamme divampano in seguito allo scoppio dell’impianto di trattamento dei rifiuti Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce lo smaltimento dei rifiuti di Roma. Il comitato di quartiere l’aveva sempre contestato.

La quantità di rifiuti arrivava a 4 o 5 tonnellate, quando avrebbe dovuto essere vuoto

Il sindacalista Alessandro Russo della Cgil sosterrebbe che a quell’ora il Tmb Salario è chiuso,  dunque nessun lavoratore si trovava nell’impianto. Ma le cause dell’incendio sarebbero immaginabili: “Non è neanche la prima volta che succede in quell’impianto: nel 2015 c’è stato un altro incendio”.  Nel deposito c’era una mole eccessiva di rifiuti. Quando vengono lasciati fermentare per troppo tempo creano un’autocombustione. “La quantità di rifiuti stoccata in quel Tmb arriva a 4 o 5 tonnellate, stiamo cercando di capire quanta era ieri”, spiega il sindacalista.

L’enorme nube che si è creata è chiaramente tossica, a quanto sosterrebbe il presidente del Municipio III Giovanni Caudo: “Che il fumo sia tossico è evidente perché brucia spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato sul fatto che si sta dirigendo verso zone non abitate.”

Le precauzioni consigliate basteranno?

“In seguito all’incendio nell’impianto Tmb Salario, per ragioni precauzionali, in attesa dei dati delle misurazioni dell’aria da parte di Asl e Arpa Lazio, le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all’aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell’area circostante all’incendio”, avverte il Campidoglio.

Sembrano le raccomandazioni che venivano annunciate già nel periodo di Chernobyl. Non che l’entità del danno sia paragonabile, ma il fumo talmente denso e l’odore acre non lascerebbero dubbi sull’impatto che sta provocando alla popolazione circostante.

Indagine in corso, si ipotizza il reato di inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata

Il pm Carlo Villani si è recato nel posto in seguito all’ipotesi di reato d’inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata. A piazzale Clodio ci sono anche i tecnici di Arpa Lazio per monitorare la qualità dell’aria ed è intervenuta anche  la Protezione Civile e il Dipartimento comunale tutela ambientale, oltre che le forze dell’ordine.

Ora bisogna affrontare il problema di dove collocare i rifiuti

Nello stabilimento di via Salaria arrivava oltre il 25% dei rifiuti indifferenziati di Roma. Ora gli impianti sono inagibili e si cerca una soluzione.  I camion arrivati sul posto caricano balle di cdr, per poterle spostare in un altro sito non ancora definito.

“L’impianto andava chiuso prima, ora ovviamente non potrà arrivarci più nulla e bisognerà affrontare seriamente e tutti insieme la questione rifiuti di Roma, affinché l’immondizia che non riesce più ad arrivare qui non finisca per strada” ribadisce Caudo.

Paolo Cento di Liberi e Uguali dichiara: “Ognuno ora si prenda le proprie responsabilità. Da Ama , Comune di Roma e Regione Lazio ci aspettiamo atti chiari e non il solito scaricabarile a cui abbiamo assistito negli ultimi anni”.

Patrizia Puglia

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