Tom Wolfe, scrittore e giornalista, si è spento all’età di 87 anni

Tom Wolfe, romanziere, saggista, giornalista, inventore dell'espressione Radical Chic

Tom Wolfe, morto all’età di 87 anni a NY

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I libri “Falò delle Vanità” e “The Right Stuff” sono solo alcune delle opere di successo dello scrittore e giornalista statunitense Tom Wolfe. Inventore del cosiddetto New Journalism, stile giornalistico sviluppato tra gli anni ’60 e ’70, in vita fino agli anni ’80, che ha avuto grandi nomi della letteratura tra i suoi protagonisti. Thomas Kennerly Wolfe Jr. all’anagrafe, meglio conosciuto come Tom_Wolfe, nato il 2 marzo 1930 e scomparso all’età di 87 anni, il 14 maggio 2018, è stato anche un critico d’arte.



L’autore Tom Wolfe (foto fonte Getty Immages)

Tom Wolfe, nato in Virginia, viveva a New York dal 1962, da quando era entrato come reporter al New York Herald Tribune dopo un breve passaggio al Washington Post.

Tom Wolfe, autore del volume “Falò delle Vanità“, ispirato nel titolo alla Firenze di Savonarola e inizialmente pubblicato a puntate su Rolling Stone divenne un libro nel 1987, che raccontò la storia del trader Sherman McCoy e del reporter in cerca di uno scoop salva-carriera Peter Fallow, una satira graffiante degli eccessi dei ricchi alla Donald Trump nella New York negli anni ’80. Nel 1990 l’opera divenne un film, diretto da Brian De Palma e interpretato da Tom Hanks, Bruce Willis, Melanie Griffith e Morgan Freeman. Precedentemente fu il suo libro “The Right Stuff” ad essere adattato al cinema con Sam Shepard, Dennis Quaid ed Ed Harris.




Tom Wolfe, oltre ad essere romanziere e giornalista era anche critico ed esperto d’arte. Infatti nel sul lavoro The Painted Wold  si lancia in una critica accorata all’arte di avanguardia puntando soprattutto ai critici con un riferimento specifico a Clement Greenberg, Harold Rosenberg e Leo Steinberg. Il libro ebbe reazioni contraddittori, ai quali Tom Wolfe rispose che il libro in realtà era solo una storia, anche se piuttosto caricata. Tradotto in Italia “Come ottenere il successo in arte”, edito da allemandi.com/dett_libri è un racconto anche divertente delle dinamiche del mondo dell’arte, ancora attuale oggi.

Inventore dell’espressione Radical_chic , definizione geniale coniata da Tom Wolfe che nacque durante un ricevimento a Manhattan il 14 gennaio del 1970, organizzato dalla moglie del musicista Leonard_Bernstein, per raccogliere fondi a sostegno dell’organizzazione Black Panther.  Tom Wolfe scrisse “Radical chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto, un resoconto articolato e dettagliato passato alla storia per la capacità con cui seppe descrivere una parte di società in una maniera che poi divenne epocale.

Tom Wolfe in un’intervista recente a La Repubblica ha così commentato:

Attraverso Radical Chic descrivevo l’emergere di quella che oggi chiameremmo la “gauche caviar” o il “progressismo da limousine”, vale a dire una sinistra che si è ampiamente liberata di qualsiasi empatia per la classe operaia americana. Una sinistra che adora l’arte contemporanea, si identifica in cause esotiche e nella sofferenza delle minoranze ma disprezza i rednecks (bifolchi ndr) dell’Ohio. Certi americani hanno avuto la sensazione che il partito democratico fosse così impegnato a fare qualsiasi cosa per sedurre le diverse minoranze da arrivare a trascurare una parte considerevole della popolazione. In pratica quella parte operaia della popolazione che, storicamente, ha sempre costituito il midollo del partito democratico. Durante queste elezioni l’aristocrazia democratica ha deciso di favorire una coalizione di minoranze e di escludere dalle sue preoccupazioni la classe operaia bianca. E a Donald Trump è bastato chinarsi a raccogliere tutti quegli elettori e convogliarli sulla sua candidatura.

Tom Wolfe, icona del dandy conservatore, vestito solitamente con completo da uomo di colore bianco, elegante e un po’ old fashion, è morto ieri, 14 maggio 2018, all’età di 87 anni a causa di un’infezione polmonare, nella città che amava, New York, e dove viveva dagli anni Sessanta. Lascia una testimonianza dei suoi lavori, veri espedienti narrativi che hanno portato a vivacizzare la letteratura. Era un eclettico e anche nel giornalismo ha voluto portare la sua vena creativa.

                                                                                                                         Maggie Van Der Toorn

Fonte copertina: fonte www.esquire.com (Getty Images)




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