Torino, morta Marisa Amato, rimasta paralizzata dopo i fatti di Piazza San Carlo

Marisa Amato aveva 65 anni ed è la seconda vittima di quella terribile sera.

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E’ morta a Torino Marisa Amato. La donna di 65 anni che era rimasta paralizzata dopo esser stata schiacciata dalla folla in piazza San Carlo durante la partita di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

 

Salgono così a due le vittime di quella drammatica sera, prima di lei è morta un’altra donna, Erika Pioletti di 38 anni, che stava in piazza con il compagno per vedere la partita. Oltre alle due persone decedute, il bilancio è quello di 1500 feriti.
Era il 3 giugno del 2017, oltre 30mila persone si trovavano in piazza a sostenere la Juventus, quando quattro ragazzi hanno approfittato di un momento di confusione per tentare una rapina con lo spray urticante.

Uno dei quattro, Sohaib Bouimadaghen ha spruzzato in aria la sostanza che ha colpito le persone vicine a loro. Da lì lo spavento e la fuga. Crisi di panico dei presenti che pur di scappare salivano sopra a chi cadeva. Molti hanno pensato ci fosse un attentato terroristico e c’è chi ha giurato di aver sentito urlare parole in arabo.

La signora  Amato stava passeggiando nel centro di Torino quando, durante il fuggi fuggi generale, è stata travolta dalla folla. Subito la corsa in ospedale dove è rimasta ricoverata per diverso tempo.

La situazione medica della signora tuttavia non era delle migliori, negli ultimi tempi sembra stesse combattendo non solo con la tetraplegia ma che avesse in corso una brutta infezione. Per questo la scorsa sera Marisa si è presentata all’ospedale Cto del capoluogo piemontese per problemi respiratori e grazie ai primi esami fatti dai medici si era rilevato un versamento pleurico che è stato prontamente drenato. Una terapia che procedeva bene fino a quando la signora non è bruscamente peggiorata fino a morire.

I fatti di Piazza San Carlo a Torino hanno portato a diversi arresti e all’apertura di indagini.
Gli indagati inizialmente erano 21 per poi diventare 15. Le accuse sono di omicidio, disastro colposo e lesioni. Tra i destinatari del 415 bis anche Chiara Appendino, sindaco di Torino, il suo ex capo di gabinetto Michele Mollo e i dirigenti di Turismo Torino l’ente comunale che  organizzò la manifestazione.

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