Toscana, indagati 12 neonazisti: progettavano attentato a moschea di Colle Val d’Elsa

In Toscana 12 estremisti di destra sotto indagine per detenzione illegale di armi e associazione con finalità eversiva: due arresti.

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Dopo il danneggiamento della targa intitolata a Idy Diene e l’aggressione razzista a Mike Okoh, giovane venditore ambulante, l’onda nera continua ad avanzare in Toscana. La realtà sembra superare la fantasia nel senese: la Dda di Firenze ha scoperto, nei giorni passati, un’associazione di dodici estremisti di destra impegnati nella panificazione di progetti terroristici. Le persone indagate avrebbero inneggiato a ideali neofascisti e neonazisti sulle chat private e sui social network, anche se per ora non sembrano essere parte di alcuna associazione partitica. Il gruppo avrebbe avuto la perversa idea di costituire una “guardia nazionale repubblicana”, una sorta di gruppo di sorveglianza e giustizia privata, ma il progetto più pericoloso che emerge è quello di far saltare in aria la moschea di Colle Val d’Elsa con uno stratagemma rudimentale, ovvero sabotando una conduttura del gas. Quest’ultimo piano è stato fortunatamente sventato da un intervento della polizia locale, che avrebbe notato strani movimenti vicino all’edificio in questione:

“Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista… di più!”, si lamenta uno degli indagati, un sessantenne di Siena, in una surreale intercettazione.




Le indagini

Le indagini della Dda fiorentina sono partite da alcune conversazioni sui social, per poi estendersi alle conversazioni telefoniche. Durante lo scorso martedì, la Digos ha eseguito numerosi perquisizioni a edifici civili e industriali nella provincia di Siena: le operazioni si sono concluse con l’arresto di due persone, padre e figlio (il signor Andrea Chiesi, 62 anni, e il figlio Yuri, 22 anni). Le accuse che gravano su di loro, al momento, sono quelle di detenzione abusiva di armi e costituzione di associazione con finalità eversiva.
Un vero e proprio arsenale è stato sequestrato tra Firenze e Siena. Alcune delle armi erano di detenzione illegale, mentre altre legalmente possedute. Una notevole quantità di ordigni è stata sequestrata e dovrà ora essere sottoposta alle opportune analisi: pistole, fucili, divise e indumenti con simbologia nazista e persino un sidecar.

Mentre a Varsavia decine di migliaia di estremisti sfilano per le strade inneggiando a “Dio, onore, patria”,  nel frattempo, in Italia, uno sgangherato gruppo di aspiranti terroristi neonazi sogna di far saltare in aria la moschea di un piccolo paese toscano: che cosa succede, in questi drammatici giorni, alla democratica Europa?

Agata Virgilio

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