Tra Covid e proteste in piazza

Tra Covid e proteste in piazza che, da nord a sud chiedono l’immediata riapertura delle attività commerciali.

Rabbia e tensione, sfociano in violenti tafferugli in varie piazze d’Italia . La protesta per chiedere l’immediata riapertura delle attività commerciali, e contro i ” ristori inadeguati”.

Si sono dati appuntamento in diverse piazze d’Italia, altri invece, hanno bloccato i punti nevralgici della viabilità, le autostrade. Al grido di “libertà, libertà”, hanno alzato la voce per farsi sentire, e purtroppo non si sono limitati a questo.

Roma, assalto a Montecitorio stile Capitol Hill, slogan contro i governi (Conte e Draghi), bandiere di Italiexit, qualche tricolore qui e lì, e i rappresentanti di Casapound, uniti al movimento #ioapro.

Tante le persone senza mascherine, e purtroppo, anche tanti slogan negazionisti.

Partono i cori, si avvicinano al cordone che la Polizia ha schierato a protezione del Palazzo ; mani al cielo, poi la pioggia di oggetti contro gli agenti, e si accendono gli animi. Urla e spintoni, precedono la colluttazione. Alla fine il bilancio è pesante : due agenti feriti, di cui uno in modo abbastanza serio, e sette fermi.

Milano, la protesta degli ambulanti, iniziata in piazza Duca D’Aosta, arriva in prefettura.

Il leitmotiv è sempre lo stesso : la riapertura immediata delle attività. Gli slogan sono i più svariati ; dal “noi da qui non ce ne andiamo”, al “o ristori sono elemosina, vogliamo lavorare”.

Napoli, e la protesta degli slip in vetrina.

I partenopei, l’hanno messa sull’ironia, tanti i negozi aperti, che non servivano comunque i clienti, con tanto di slip esposti in vetrina, perché le serrate in zona rossa, non prevedono quelle dei negozi di abbigliamento intimo.

Nel casertano, invece, i manifestanti hanno bloccato l’autostrada A1, la Napoli – Roma, creando forti disagi e file chilometriche per ore. In questo caso, come per Milano, la protesta è partita dagli ambulanti e dai “mercatari”, che hanno usato i furgoni per bloccare il traffico.

Intanto, tutti i partecipanti alle proteste, da nord a sud, concordano sulla riapertura per oggi delle loro attività. Una sfida al governo, che potrebbe scricchiolare.

Se per il covid, le proteste in piazza, possono creare grattacapi al capo del governo, è pur vero, che a “rischiare” è lo stesso Salvini. Perché in questa sua fase dicotomica, di membro del governo (e delle sue scelte) ed aizzatore dei manifestanti, crea confusione e scompiglio tra i suoi cari fan.  Alla fine, non potrà, non avere anche lui la sua buona parte di responsabilità sulla “non” riapertura delle attività.

Intanto il governo ci tiene a ribadire, che, tutto è demandato alla buona riuscita del piano vaccinale (e molti italiani sono restii a vaccinarsi) ed alla curva dei contagi.

Chi sono i manifestanti?

Come sempre, quando si parla delle italiche vicende, le questioni diventano spinose o quantomeno sdrucciolevoli. Etichettare, semplicemente come “facinorosi”, o in un impeto di “buonismo”, come tutti vittime, sarebbe fare poca chiarezza. Quello che possiamo certamente affermare, senza temere di incappare in errore, è che, palesemente si tratta di gente arrabbiata. Chi cavalca l’onda di questa rabbia, e chi fomenta? I soliti noti, oseremmo dire. Com’è successo negli Stati Uniti d’America e come qualcuno ha tentato di emulare anche qui, la “regia”, nemmeno tanto occulta, è da ricercarsi nelle frange dei sovranisti, dell’estrema destra, nei negazionisti dell’ultima ora, e in tutta l’affastellata schiera di nuovi proseliti.

Perché i ristori non bastano?

Perché probabilmente, statistiche alla mano, quasi il 50% di quelli che l’hanno richiesto, non è stato del tutto sincero col fisco italiano, negli anni pre – covid. Infatti, chi aveva evaso, dichiarando poco o niente, adesso ha ricevuto il ristoro in proporzione a quanto dichiarato in precedenza. Praticamente, un boomerang, ritornato tra capo e collo. Ovviamente, degli altri 50% (gli onesti), sicuramente qualcuno di loro era in piazza, perché effettivamente la crisi grava su tutti senza distinzioni. Intanto, in tarda serata di ieri, la Confcommercio si è dissociata dalle violenze contro la Polizia.  Luciana La Morgese, ha espresso solidarietà ai poliziotti feriti, e ha dichiarato, che le violenze sono inammissibili.

Al di là di tutte le considerazioni ed al netto delle strumentalizzazioni, non si può ignorare la piazza, perché le manifestazioni di protesta nascono comunque da un disagio, che il governo non può ignorare.

Rosario Lubrano

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *