genio e follia: due facce della stessa medaglia?

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genio e follia: due facce della stessa medaglia ?

Genio e follia son sempre andate di pari passo nell’immaginario collettivo. Ma si pensava fosse un modo di dire. E invece la creatività è davvero parente della follia!

Lo studio, condotto da psicologi all’ Università De La Salle a Manila, ha riscontrato che le persone creative sono infatti difettosi.

Secondo la ricerca condotta da Adrianne John Galang sono più propensi per visualizzare i tratti antisociali come la disonestà e l’assunzione di rischi.

Huffington Post ha riferito che in 503 partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario che potrebbe raccogliere gli individui con tendenze psicopatiche e narcisistiche.
Un secondo studio ha esaminato per le indicazioni di disinibizione, audacia e meschinità tra 250 studenti universitari.

Il terzo studio, che coinvolge 93 partecipanti, i livelli di eccitazione monitorati durante il gioco d’azzardo.

Secondo i risultati, che sono stati pubblicati nella personalità e differenze individuali Journal, l’audacia, psicopatia è parte integrante di alcune personalità creative.

Le persone creative sono stati trovati a mostrare tratti più psicopatici, come ad esempio l’audacia, i ricercatori hanno concluso.

“In generale poi, un campo creativo potrebbe non solo la forma di una persona in una personalità più arrogante o disonesto, potrebbe essere selezionandoli attivamente, non per il gusto di avere tratti sgradevoli, ma perché tali tratti significato covare la creatività stessa.”

Come allora funzionano i cervelli genialmente malati?

Per capirlo, alcuni ricercatori svedesi hanno anzitutto individuato persone con una creatività superiore alla media tramite test per il pensiero divergente – in genere richiedono di trovare quante più soluzioni possibili, nuove e sensate, a un dato problema.

I test con cui gli scienziati sono arrivati ad individuare le somiglianze tra cervello di chi soffre di disturbo mentale e quello di un creativo, si sono incentrati sulla dopamina, un neurotrasmettitore di cui mancherebbero appunto i ricettori – in particolare il D2 – sia nel caso di elevata capacità ideativa che nel caso di schizofrenia. La zona più interessata è il talamo, quella specie di filtro cerebrale che setaccia appunto le informazioni che arrivano in quelle aree della corteccia responsabili, fra l’altro, della cognizione e del ragionamento: se non funziona in modo “sano”, cadono quelle barriere che impediscono alla creatività di sfociare come invece capita nelle menti dei geni e, ovviamente, dei matti.
Ciò spiegherebbe la capacità di fare collegamenti insoliti in una situazione di problem solving e le bizzarre associazioni mentali fatte dai malati.

La creatività infatti non è solo novità rispetto al banale, ma lo è anche rispetto alla semplice bizzarria. Tra l’altro è correlata all’apertura alle nuove esperienze e inoltre è stato osservato che le persone altamente creative appartengono più spesso a famiglie in cui qualche membro ha sofferto di disturbi mentali. La genialità creativa avrebbe allora una parziale radice biologica, la stessa della follia.

Beh, miei cari signori, se pensate, oppure vi dicono che avete alcuni dei seguenti comportamenti, non abbiate timore, vuol dire solamente che siete dei geni creativi.

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