Transformers-L’Ultimo Cavaliere, i 3 pregi e difetti della pellicola

Fonte: Entertainment Access
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Se c’è un regista in grado di portare il pubblico in sala quello è Michael Bay. I suoi film sono un concentrato di azione ed effetti visivi, altamente spettacolari. Quest’anno Bay torna su Transformers”, producendo e dirigendo il quinto capitolo della saga, ispirata a una linea di giocattoli creata dalla Tomy negli anni 80.

Spesso Michael Bay è criticato per l’eccessivo utilizzo degli effetti speciali, nonché per una regia ritenuta “troppo frenetica”. In effetti nelle sue pellicole vi sono continui cambi di scena e di inquadrature, scavalcamenti di campo, zoom e movimenti frenetici della macchina da presa. Il risultato è un bel mal di testa per lo spettatore. È pur vero che queste “tecniche” di regia sono diventate alla fine il suo marchio di fabbrica tanto che alcuni parlano di stile-Michael Bay. Ed in “Transformers-L’ultimo Cavaliere” appaiono tutti i suoi pregi e difetti.




I 3 pregi principali di Transformers 5

Transformers
Fonte: CBR.com

Cominciamo dai pregi. Nel film assurge a ruolo di attore co-protagonista Anthony Hopkins. L’attore britannico (Il Silenzio degli innocenti) interpreta un personaggio brillante, l’ultimo erede di una famiglia aristocratica inglese che custodisce un antico segreto capace di cambiare il destino dell’umanità. Se il suo alter ego risente dei molti difetti di sceneggiatura, è pur sempre un piacere vederlo all’opera. Il carisma di Hannibal Lecter si sarà un po’ sbiadito col passare degli anni, ma le sue doti attoriali risultano intatte anche dopo Transformers 5. L’attore, come dichiarato in un’intervista, si è divertito molto a girare con Michael Bay e la sua gioia traspare.

La tecnologia è il secondo pregio del film. Micheal Bay ha puntato sulla tecnica chiamata IMAX. Il risultato visivo è eccezionale. Transformers 5 è addirittura il primo film girato interamente in IMAX 3D. Grazie al suo 3D nativo offre una ricchezza di dettagli ed una profondità di campo davvero notevoli, quasi insuperabili.

Infine Trasformers-L’ulimo cavaliere sa essere e vuol essere, forse più dei suoi precedessori, film d’intrattenimento, da guardare con le “luci della mente” rigorosamente spente, senza chiedersi come mai avvenga quella cosa o quell’altra. Perfetto, quindi, per esser visto dopo il lavoro o semplicemente “per staccare” e farsi due risate in compagnia, visto che le gag non mancano e stavolta godono di più del supporto dei personaggi.

I 3 difetti principali di Transformers 5




Veniamo alle “dolenti note”. Come al solito Michael Bay ha esagerato con la videocamera, con il suo stile frenetico ed improntato alla ricerca dell’inquadratura perfetta. La ripresa è ultra veloce, la “tele” si ferma mai. L’azione, specialmente nell’ultima parte, è un po’ confusionaria e sommata a continue esplosioni e dolby surround dà un po’ di fastidio. Ma ciò può essere inteso anche come un marchio di fabbrica del regista e quindi piacere. Dipende dai gusti.

In secondo luogo, la sceneggiatura fa dell’Ultimo Cavaliere uno dei Transformers meno credibili (sebbene, anche gli altri raramente lo siano). La storia è un misto tra Il Codice Da Vinci e Fast and Furious, mette decisamente troppa carne al fuoco. I cavalieri della tavola rotonda di Re Artù, Mago Merlino, la Seconda Guerra Mondiale e la fine del mondo. Tutte a fare da sfondo ad un intreccio narrativo che è quello che è, anche se si tratta di un film girato apposta per esser visto “senza troppi pensieri”.  Il troppo, però, alla lunga stroppia.

Ultimo, ma non ultimo per importanza, la noia nel finale. Nelle fasi conclusive M.B. le tira troppo per le lunghe. Tagliando mezza dozzina di minuti all’epico scontro finale sarebbe andata meglio. Peccato.

Commento finale 

Transformers-L’ultimo cavaliere è un film che strizza l’occhio a “Star Wars” (alcuni robot sembrano dei ricalchi dei mitici C-3P0 e R2-D2, e al già citato Codice Da Vinci di Ron Howard. La storia, quella fantasy medievale, s’intreccia con le avventure degli abitanti di Cybertron, robot immensi e belli da vedere, specilmente Optimus Prime ed I Guardiani della tavola rotonda). Tra pianeti in rotta di collisione e supercar come “Lamborghini Centenario” lo spettacolo è garantito ma il prezzo da pagare è un bel mal di testa per la troppa carne messa sul fuoco da Michael Bay.




Salvatore Rizzo

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