Tre migranti uccisi dalla guardia costiera libica a colpi d’arma da fuoco

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La denuncia è dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Le vittime sarebbero state intercettate in mare e freddate mentre tentavano di fuggire dopo essere state riportate a terra. E intanto in Italia è di nuovo emergenza.

La gestione dei flussi migratori in arrivo dalle coste nordafricane è tornata tra le questioni centrali del dibattito politico italiano. Migliaia di persone continuano a fuggire, principalmente dalla Libia, ma anche da altri paesi quali la Tunisia, in cerca di salvezza nel nostro paese.

Purtroppo però, sono sempre in tanti a non farcela. L’ultima tragedia è della scorsa notte, quando tre migranti sono stati uccisi dalla guardia costiera libica.




MIGRANTI SUDANESI

Le vittime, di origine sudanese, sono state intercettate in mare a Khums, città a est della capitale Tripoli. e freddate da colpi di arma da fuoco mentre tentavano di fuggire una volta riportate a terra.

Altri quattro migranti, feriti, ora si troverebbero in ospedali della zona. I sopravvissuti, circa 70, sono stati invece trasferiti in centri di detenzione del paese nordafricano.

ALLARME DELL’OIM

A raccontare l’episodio è l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, il cui personale avrebbe assistito all’accaduto. Il suo capo missione, Federico Soda, lancia l’allarme:

Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili. L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta morti senza senso. La Libia non è un porto sicuro. La comunità internazionale deve agire con urgenza per fermare i ritorni nel paese di persone vulnerabili.

I NUMERI

Secondo i dati della stessa Oim, la Guardia Costiera libica dall’inizio del 2020 avrebbe riportato indietro oltre 6.500 migranti.  Almeno 101 le persone morte,  168 quelle ufficialmente disperse. E i tre migranti uccisi rischiano di non essere gli ultimi a perdere la vita in quel tratto di Mediterraneo, data anche la situazione degli hotspot italiani.

LAMPEDUSA AL COLLASSO

Nel centro di accoglienza di Lampedusa, fino a stamattina c’erano 872 migranti, contro una capienza di 95.  La notte scorsa gli ultimi 128 sbarchi. Si sta ora cercando di redistribuirli. Situazione complicata anche a Caltanissetta, dopo la fuga di 184 migranti dal Cara di Pian del Lago, mentre si trovavano in quarantena, e a Porto Empedocle, da dove in 100 si sono a loro volta allontanati. Aumentano gli sbarchi anche sulle coste della Sardegna. Da inizio anno, sono arrivati in Italia 12.533 migranti, più del triplo rispetto al 2019.

SCONTRO POLITICO

L’emergenza ha riacceso le tensioni anche tra le forze politiche. Spaccato il Partito Democratico, che proprio pochi giorni fa ha dato il via libera al rifinanziamento delle missioni della guardia costiera libica. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiede di riattivare i meccanismi di rimpatrio verso la Tunisia.

E mentre il Viminale si appresta ad inviare l’esercito in Sicilia, Matteo Salvini, attacca il governo sulla gestione dell’emergenza, in attesa che giovedì il Senato decida se mandarlo o meno a processo per la vicenda della nave Open Arms.

DINO CARDARELLI

 

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